La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è stata respinta dall’Assemblea regionale siciliana al termine di una seduta durata alcune ore. Sono stati in 41 a vorare contro la sfiducia, contro i 26 favorevoli. Sud chiama Nord di Cateno De Luca ha votato con le opposizioni. Per approvare l’atto sarebbe stato necessario raggiungere la maggioranza assoluta dell’Aula, pari a 36 consensi. A presiedere la seduta è il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Pochi minuti prima dell’inizio della seduta la procura di Palermo ha chiesto per Galvagno il processo, con le ipotesi di corruzione e peculato.
De Luca: “voto a favore della sfiducia ma ultima chance al centrosinistra”
“Questa è l’ultima possibilità che do ai colleghi dell’opposizione. Dal primo gennaio vado avanti nel mio progetto di liberazione”. Lo ha detto nel suo intervento all’Ars, il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, nel corso del dibattuto sulla mozione di sfiducia contro il presidente della Regione, Renato Schifani, annunciando il voto a favore dell’atto dell’opposizione. Al centrosinistra rimprovera di essere stato escluso dal “conciliabolo” di San Martino, località del Palermitano dove l’opposizione si era riunita per organizzare le strategie di opposizione al governo regionale e dove era stata decisa la presentazione della sfiducia al governatore.
Pellegrino “inutile esibizionismo delle opposizioni”
Il Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Stefano Pellegrino, è intervenuto in Aula nel dibattito sulla mozione di sfiducia contro il Presidente della Regione, Renato Schifani, definendo l’atto “puro esibizionismo delle opposizioni, prive di proposta poltica”. Nel suo intervento, Pellegrino ha espresso “perplessità e meraviglia” per le parole di Antonio De Luca, che aveva parlato di “programmi fasulli”. “Non so dove viva – ha replicato Pellegrino – non solo abbiamo rispettato i programmi, ma li abbiamo anzi superati”. Il capogruppo di Forza Italia ha quindi elencato i risultati raggiunti dall’esecutivo regionale, sottolineando come la Sicilia abbia “non solo azzerato il disavanzo ma ottenuto un avanzo” e registri “un PIL in crescita in controtendenza rispetto al Meridione e rispetto persino al quadrilatero industriale del Nord”. “Per cosa sarà ricordato Schifani? – ha proseguito Pellegrino – Per aver contrastato il caro-voli, per aver combattuto la povertà e aver aiutato le famiglie, per aver sostenuto le famiglie che hanno il mutuo, per aver promosso politiche di investimenti in Sicilia, per aver avviato a soluzione il problema delle liste d’attesa, per aver stabilizzato i precari”.
Questi, ha aggiunto, saranno i motivi per cui “non solo Schifani sarà ricordato, ma sarà anche premiato”. Pellegrino ha affrontato anche il tema dei termovalorizzatori, definendoli “strumento per contrastare le lobby dei monopolisti di fatto del settore rifiuti” e affermando che “rappresentano strumento di trasparenza e legalità”. “Questo governo e questa maggioranza – ha rimarcato – non prendono lezioni di legalità da parte di nessuno”. “La Sicilia – ha concluso Pellegrino – ha bisogno di buon governo e non di show”.
“Schifani ha il demerito di avere introdotto una forma di governo sulle raccomandazioni”
“Questa mozione di sfiducia ha già fatto raggiungere un risultato, abbiamo fatto ritrovare al presidente Schifani la strada per Sala d’Ercole. Altro che ‘parlamentarista convinto’, lei al massimo è convinto di essere un parlamentarista” ha affermato Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Altro che la sua sbandierata ‘guerra alla raccomandocrazia‘ – ha aggiunto De Luca – Schifani ha il demerito di avere introdotto una forma di governo basata proprio sulle raccomandazioni”. “E visto che lei – ha proseguito De Luca rivolgendosi a Schifani – è amante dei premi, a tal punto da auto attribuirsene uno a spese dei siciliani, uno glielo assegno io nominandola ‘ambasciatore dei proclami fasulli'”.
“Mi rendo conto di parlare ad un governo che non c’è più”
“Mi rendo conto di parlare ad un governo che non c’è più. Al di là dell’esito della votazione di oggi, infatti, questo governo ha già esaurito ogni ragione politica di rimanere in carica. E non ha fallito solo in quest’aula parlamentare, ha fallito fuori da qui, ha fallito tra la gente, tra i siciliani che – ancora una volta – sono stati mortificati da chi li rappresenta. Parlo ad un governo che non c’è più, perché si regge su una maggioranza che ormai è in guerra aperta al suo interno, tra i partiti e perfino dentro gli stessi partiti che la compongono”, ha detto Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars che, nel corso del suo intervento sulla mozione di sfiducia a Schifani, ha criticato il governo sui temi della sanità, sull’utilizzo delle risorse europee, sull’agricoltura e sulla disoccupazione giovanile. “Parlo ad un governo che ha fallito da un punto di vista politico, amministrativo e dal punto di vista della credibilità pubblica. Il panorama che si è svelato con gli ultimi fatti di cronaca era ampiamente prevedibile a dispetto di sbandierate redenzioni poco credibili, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio. E proprio di lupi ha parlato monsignor Lorefice quando ha detto che a governarci sono lupi rapaci. Una buona amministrazione non si giudica dagli scandali che riesce a scansare. Una buona amministrazione gli scandali li previene. E’ fondamentale effettuare i controlli, perchè quando non ci sono o sono deboli si aprono le porte per la mala gestio”.
Il duro intervento di La Vardera
“Presidente Schifani, lei fugge da questo Parlamento da mesi, fugge dalle sue responsabilità e dal disastro. Ha deciso di fare il presidente per interposta persona, affidando lo scettro del potere al suo amico Cuffaro”, ha detto il deputato regionale Ismaele La Vardera in aula all’Ars. “Il re è nudo, il re Schifani è nudo. L’ignavia e l’inadeguatezza del suo governo sono noti a tutti tranne che a lui. Ordina ai suoi cortigiani di premiarlo e di incensarlo, si guarda tronfio affermando allo specchio: “Chi è il più bello del reame’, E in coro i suoi assessori dicono: ‘Sei tu, Presidente’. Si è guadagnato il nome di ‘Totò Schifani’. Lei non è stato il vero presidente, era Totò Cuffaro“, ha aggiunto La Vardera.
Micari (Iv): “sistema Regione marcio, governo a casa”
“Sul presidente dell’Ars Gaetano Galvagno pende una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione e altri gravi reati proprio nella giornata in cui viene discussa la sfiducia al governo Schifani. Noi rimaniamo garantisti per formazione e cultura, ma è evidente che c’è un problema politico enorme che impedisce alla maggioranza di andare avanti nel governo”. Lo dice Fabrizio Micari, componente del direttivo di Italia Viva in Sicilia. “Tutte le forze politiche che la compongono hanno esponenti di spicco sotto processo o sotto inchiesta per fatti gravissimi: è il sistema, non a caso definito clientelare dallo stesso Musumeci, a essere marcio al suo interno. Andate a casa, la Sicilia non vi rimpiangerà“, conclude.
L’intervento di Schifani
Arriva dopo circa 4 ore l’intervento del presidente della Regione Renato Schifani. “Resta inalterata la mia stima con i due assessori Albano e Messina. Ci sono altri casi, ma sono garantista. Fin quando ci sono delle indagini non acclarate da sentenze è doveroso attendere, a meno che non si trovi davanti a casi evidenti. La responsabilità del governo qual è? Abbiamo il grande occhio o il Grande Fratello? Ci siamo dati delle regole abbiamo sottoscritto accordi con enti pubblici e trasparenti“. “Le opposizioni? Non c’è un vostro progetto, accuse e nefandezze. Ho ascoltato ore di interventi senza progetto o proposte. Conte ha scelto il murales i Falcone e Borsellino per contestarmi e questo non lo accetto. Il mio governo si è impegnato nell’antimafia come mai avevano fatto i precedenti”, rimarca Schifani.
“Con l’onorevole Pellegrino stiamo facendo tanto. La democrazia dell’alternanza è sacra. “Invece del premio sull’ambiente, dovevo ricevere il premio della sporcizia”, questo mi è stato detto da un giornale. Io non mi preoccupo per me, ma per voi. Così si rischia di parlare e poi degenerare. Situazione finanziaria: la Regione è passata da speculativa a stabile. Abbiamo aumentato l’immissione di liquidità, il numero medio oggi abbiamo puntato sull’Irfis e numero medio di oltre 10mila, in tre anni abbiamo erogato mezzo miliardo. Ecco perché cresce economia e crea lavoro. Sta dando risultati. C’era un disavanzo, adesso siamo in avanzo. Abbiamo una giacenza di circa 12 miliardi e 8. Sono aumentati gli investimenti e l’occupazione del 12 %. Sono aumentate le imprese, 60 mila in più, aumenta il traffico dei passeggeri, aumentata la presa turistica. In sanità abbiamo annunciato di selezionare i futuri manager con metodi più rigorosi che porteremo in giunta, per ogni azienda una commissione differente”, puntualizza Schifani.
“Stiamo lavorando sui termovalorizzatori e siamo a buon punto, stiamo mettendo tutto lo sforzo per arrivare ad un sistema dei rifiuti. Stiamo lavorando su una control room per il territorio in chiave incendi e legalità, contiamo di inaugurarlo entro giugno del 2026. Perché dovrei dimettermi? Il governo sta lavorando. E nel caso in cui dovessi dimettermi, qual è l’alternativa? Nessuno ha presentato un progetto alternativo. Noi continueremo a lavorare, mi rivolgo alla maggioranza e chiedo il sostegno come è sempre stato fatto“, conclude Schifani.


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