“Il Movimento Amici della Caccia esprime profonda preoccupazione per l’ennesima escalation di rapine ai danni di cacciatori nel territorio della provincia di Reggio Calabria, con episodi avvenuti all’alba di ieri tra Melicucco e Laureana di Borrello. Il fenomeno, purtroppo reiterato nel corso del 2025, sta mettendo a rischio la sicurezza di chi svolge attività venatoria in modo lecito e nel pieno rispetto delle norme”. Lo afferma in una nota il Movimento Amici della Caccia.
“Anni fa nel corso delle stagioni venatorie e attualmente nell’anno in corso, gli organi di stampa hanno documentato numerosi episodi di rapine su strade rurali e provinciali, con modalità similari: blocco dei cacciatori da parte di gruppi armati, sottrazione di fucili e altri effetti personali. I Comuni coinvolti in questi episodi sono in particolare Rosarno, Laureana di Borrello e Melicucco, oltre la SP52 che collega la provincia di Reggio Calabria alla provincia di Vibo Valentia. Queste località rappresentano solo alcuni dei punti geografici in cui il fenomeno si è manifestato, spesso con dinamiche simili e con un uso sempre più strutturato e organizzato delle strade isolate”.
“Tra le vicende più drammatiche va ricordato il caso del 21 novembre 2010 quando Antonio Giovinazzo, di 35 anni, originario di San Giorgio Morgeto ma residente a Polistena, è stato colpito a morte mentre tentava di sfuggire ad alcuni malviventi che hanno cercato di bloccare la sua auto per impossessarsi del suo fucile nelle contrade tra Polistena e Cittanova, altri territori interessati all’incirca 15 anni fa come altri Comuni della Piana di Gioia Tauro dal fenomeno criminale. Un episodio che ha segnato profondamente il territorio e rimane un monito sulla pericolosità di tali azioni”.
“Secondo un quadro d’insieme consolidato da numerosi articoli e reportage giornalistici, la sottrazione di armi da parte di gruppi criminosi appare legata all’esistenza di un mercato illecito delle armi e alla loro successiva immissione nella rete criminale. Le strade rurali isolate, spesso scarsamente illuminate, rappresentano il contesto ideale per rapine mirate in orari prevedibili (pre-alba o rientro). L’assenza di sistemi di tracciamento tecnologico sulle armi facilita la fuga e la dispersione degli strumenti sottratti. Queste concause richiedono un approccio strutturato e non limitato all’emergenza”.
“Anche a livello istituzionale il tema della sicurezza e del controllo del territorio in Calabria è stato richiamato con forza da rappresentanti del Parlamento. In particolare, la senatrice Tilde Minasi ha più volte sottolineato come la sicurezza non possa essere strumentalizzata politicamente, ma richieda analisi serie, responsabilità istituzionale e investimenti concreti. Nel richiamo istituzionale più recente, Minasi ha evidenziato che la sicurezza riguarda tutti i cittadini, non solo chi pratica attività specifiche come la caccia; le azioni criminali strutturate impongono non slogan, ma più personale, più presidi e più strumenti di controllo sul territorio; è indispensabile rafforzare la presenza delle Forze dell’Ordine nel territorio calabrese, con nuove assunzioni, dotazioni e investimenti in sistemi di prevenzione e videosorveglianza. Il Movimento Amici della Caccia condivide la necessità di coordinamento istituzionale e operativo tra Prefettura, Forze dell’Ordine, Enti territoriali e associazioni per la tutela dei cittadini”.
“Per affrontare in modo efficace l’escalation delle rapine ai cacciatori, il Movimento Amici della Caccia propone un pacchetto di misure che unisce innovazione tecnologica a potenziamento dei controlli:
1) GPS obbligatorio sui fucili negli ATC RC1 e RC2
Dotare i fucili di sistemi di tracciamento satellitare anti-manomissione per ridurre drasticamente l’attrattività delle armi come oggetto di furto; agevolare il recupero immediato delle armi sottratte; fornire dati utili alle indagini.
2) Illuminazione e sorveglianza con telecamere
potenziare l’illuminazione pubblica lungo le strade rurali e i punti critici; installare sistemi di videosorveglianza e lettura delle targhe in aree sensibili; collegare tali sistemi con le centrali operative delle Forze di Polizia.
3) Maggiori posti di blocco e pattugliamenti mirati
Intensificare: controlli stradali nelle fasce orarie considerate a rischio (pre-alba e rientro dalle battute venatorie); pattugliamenti fissi e dinamici su strade interpoderali e provinciali; coordinamento operativo tra Carabinieri, Polizia di Stato e Prefettura”.
“Il fenomeno delle rapine ai cacciatori tra Melicucco, Laureana, Rosarno e Ardore è parte di una preoccupante tendenza che non può più essere ridotta a casi isolati e non può essere strumentalizzata con posizioni faziose e illogiche contro l’attività venatoria. Si richiedono invece risposte istituzionali, strumenti tecnologici moderni, investimenti nella sicurezza e un lavoro di rete tra associazioni, cittadini e istituzioni. Il Movimento Amici della Caccia ribadisce la propria disponibilità a collaborare con tutte le autorità competenti per garantire la tutela delle persone e della legalità sul territorio”.



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