A Santa Caterina, periferia nord di Reggio Calabria, il futuro è arrivato in “punta di bullone“. Dopo i cassonetti intelligenti, ecco il rivoluzionario copri-buche intelligente: non inquina, non parla, non pensa, ma soprattutto non risolve. Una raffinata lastra di metallo imbullonata all’asfalto, elegante come un’opera di design urbano minimalista, che ha preso il posto del celebre recinto arancione.
Quel recinto, presenza fissa da giugno, era ormai diventato un simbolo identitario del quartiere: dopo il bergamotto e la ’nduja, il terzo prodotto tipico locale. Ci si era affezionati, ci si dava appuntamento lì, lo si considerava parte del paesaggio. La svolta, però, è arrivata solo grazie al passaggio della fiaccola olimpica di ieri pomeriggio: miracoli della modernità. Senza questo evento, probabilmente oggi il recinto sarebbe ancora lì, promosso a monumento storico.
Ci troviamo all’incrocio tra via Montello e via Santa Caterina e come si nota nelle foto e nel video a corredo dell’articolo, il progresso avanza, a piccoli colpi di chiave inglese, lasciando però intatto il disagio di una città che si “aggiusta” solo quando deve farsi bella per qualcuno. Per i residenti, invece, c’è sempre tempo.





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