“Io aspetto di essere convocato dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, perché adesso il pallino ce l’ha lui in mano e deve spiegare, insieme ai suoi tecnici, quale criterio si intende applicare”. Lo afferma Cateno De Luca, intervenendo sulla gestione della legge di stabilità e sugli stralci decisi dopo il voto in Commissione Bilancio. Secondo De Luca, la questione è pregiudiziale e non riguarda il merito dei singoli emendamenti, ma il rispetto delle prerogative parlamentari: “qui non si tratta di essere d’accordo o meno sulle scelte politiche. Prima ancora, occorre chiarezza sulle regole del gioco. Senza questa chiarezza, si entra in un terreno che mortifica il Parlamento e la dignità dei deputati”.
De Luca contesta in particolare l’assenza di criteri certi nella distinzione degli articoli ritenuti “ordinamentali” da escludere dalla manovra, nonostante il parere favorevole del governo espresso già in Commissione Bilancio: “non è accettabile che provvedimenti votati regolarmente vengano poi travolti dalla cosiddetta “tagliola” senza una spiegazione chiara e condivisa”. De Luca sottolinea come l’attuale gestione rischi di svuotare il ruolo dell’Assemblea: “se le regole vengono cambiate in corsa, il Parlamento viene ridotto a un passaggio formale. Questa è una questione che riguarda la dignità di ognuno di noi e che non può essere elusa. Poi – conclude – si può discutere, confrontarsi, votare e anche perdere. Ma con la dignità delle istituzioni non si gioca”.


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