La riforma della Corte dei Conti e la solita “lagna” delle Opposizioni sul Ponte sullo Stretto: l’ultima accusa dei “signor No”

Ddl Corte dei Conti e Ponte sullo Stretto: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha commentato l'ultima accusa mossa dalle Opposizioni

Oggi il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sulla Corte dei Conti, confermando il testo licenziato dalla Camera. La Corte dei Conti, di recente, è finita al centro del dibattito dopo l’intervento relativo alla vicenda Ponte sullo Stretto. Decisione, ed ente, anche duramente criticati dal Governo e dal Ministro Salvini, almeno in un primo momento, non prima di aver deciso di “aiutare” la stessa in quelli che sono i documenti mancanti e utili a far riprendere la procedura legata all’inizio dei lavori.

Quell’atteggiamento iniziale, però, è tornato alla mente delle solite Opposizioni, per le loro solite “lagne”. L’ultima accusa, oggetto del dibattito odierno in Aula, riguarda una presunta vendetta del Governo proprio in merito a quella decisione. Accusa partita da chi? Indovinate un po’: PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. A replicare, immediatamente, è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, parlando con i giornalisti a margine della decisione.

“Non c’è unanimità di dissensi tra i giudici contabili; più di uno di loro ha manifestato favore nei confronti della riforma. Soprattutto nella parte di approfondimento che ha avuto alla Camera, vi è stata una costante interlocuzione con i rappresentanti della Corte dei Conti che ha permesso di modificare più di una delle norme dell’impostazione originaria. Non c’è nessuna vendetta perché l’iter di questa riforma parte all’incirca due anni fa. In Senato è approdata nel marzo di quest’anno, vi è stata una serie di audizioni: legarla al provvedimento della magistratura contabile sul Ponte sullo Stretto che è intervenuto poco più di un mese fa, mi sembra, per usare un eufemismo, una forzatura”.