Il Natale al Liceo Zaleuco di Locri: dall’albero al presepe senza connotati dei visi, ma c’è una motivazione

Il Natale al Liceo Scientifico Zaleuco, sede del polo liceale: un incontro tra tradizione e sostenibilità

Grande soddisfazione per l’allestimento degli addobbi natalizi da parte dei ragazzi del Liceo Scientifico Zaleuco, sede del Polo Liceale “Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti” di Locri, guidato dalla Dirigente. Coordinati dalla prof.ssa Luisa Totino, i ragazzi hanno abbellito la scuola con i tradizionali simboli di festa, presepe e albero, facendo incontrare tradizione e sostenibilità.

Gli allestimenti al piano terra e al secondo piano

Al piano terra, il presepe con le sagome di compensato, trasmette semplicità e coerenza. Volutamente non sono stati riportati i connotati del viso dei personaggi, perché ognuno di noi si può ritrovare nei loro tratti, di Maria e di Giuseppe, in una paternità e maternità, che si prende cura, che accoglie, che guida, che spera per i propri figli. Il Bambino, Dio incarnato, anch’egli senza connotati del viso, perché è il volto di ogni bambino ucciso, strappato alla sua infanzia, derubato dei suoi sogni e del suo futuro, che, in quel Bambino della mangiatoia trova il suo rifugio, la sua cura, l’amore che avvolge e non abbandona, ma consola.

Al secondo piano la scelta sostenibile di allestire un presepe con le cassette utilizzate per la frutta e la verdura, ad indicare che la preziosa nascita non si è compiuta negli sfarzi, ma nella quotidianità di tante persone laboriose di buona volontà, che nella fragilità e nel sacrificio non offuscano la luce che orienta al senso della verità e dell’autentica bellezza, che non sono legate all’ effimero, ma alla forza della tenerezza, che si manifesta nel Bambino – Dio, che non è venuto per annientare e schiacciare, ma per sollevare, sostenere e salvare.

L’albero e i Re Magi

L’albero è stato realizzato con diversi libri, trovati in un deposito, per la maggior parte di Fisica e Matematica, a rappresentare l’indirizzo della scuola, ma anche per dire che la cultura deve essere illuminante, non solo un accumulo caotico di informazioni, ma quella forza che disarma il caos, che porta a scelte consapevoli, al dialogo, alla speranza, ad allargare i propri orizzonti, a mettersi in gioco, per arricchirsi ed arricchire.

Come i Magi, re- studiosi in cammino, lasciamo che la nostra sapienza sia guidata dall’inaspettato, dal mistero salvifico, che guarda alla verità e che continuamente si lascia stupire. Nello spazio riservato alle classi prime, si è lavorato ad un altro simbolo natalizio per antonomasia: il pupazzo di neve. Anche in questo caso la scelta è stata sostenibile, perché è stato realizzato con bicchieri riciclati, assemblati con maestria e cura, perché il Natale si costruisce tassello dopo tassello, insieme, per trovarci pronti a ricevere il dono straordinario di misericordia, che cambierà per sempre le nostre vite, e che a sua volta ci porterà a diventare portatori di speranza e di pace.

L’impegno profuso dai ragazzi nel realizzare i diversi lavori, la capacità di collaborare tra loro, in sintonia, senza rivalità, senza sopraffazioni, alimenta la fiducia che non è tutto perso delle nuove generazioni. Saranno loro i custodi attenti di quei valori, come quello del Natale, indispensabili per avere una società futura, fatta da persone con la mente al futuro e il cuore radicato nelle tradizioni, che danno l’orgoglio e la certezza dell’appartenenza ad una storia, quella che ci porta ad essere figli di un Padre, che non si stanca mai di accoglierci e di amarci. “Il Natale ci ricorda che Dio, per manifestarsi, sceglie una trama umana. Non si serve di scenografie imponenti, ma ci raggiunge nel cuore stesso delle nostre piccole storie” (papa Leone XIV).