Falcomatà show: Vanity Fair, il “Capodanno Stai”, i riferimenti al “ti mangiu u cori” di Latella e un messaggio (velato?) alle tensioni in città | VIDEO

Il Sindaco Falcomatà, oggi, si è dimostrato in grande spolvero nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi natalizi a Reggio Calabria

Sarà l’aria di Natale. Sarà, forse, la spensieratezza di fine mandato. Sta di fatto che il Sindaco Falcomatà, oggi, si è dimostrato in grande spolvero nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi natalizi a Reggio Calabria. Ironia, sarcasmo, battute, il primo cittadino ha mostrato serenità. Una serenità che sta confermando, in queste settimane, in modo inaspettato (o forse non troppo) rispetto al caos che gli aleggia intorno, tra tensioni interne col PD, riunioni fiume e Maggioranza spaccata.

In quasi dieci minuti di intervento, Falcomatà è andato a sviscerare svariati argomenti, paragonando la storia del mondo a quella reggina attuale, e non disdegnando riferimenti velati alla situazione politica che si sta vivendo in prima persona. Innanzitutto, si è lasciato andare a una battuta su Gianni Latella (seduto al suo fianco), che qualche anno fa si rese protagonista di uno spiacevole battibecco con un dipendente di una società di rifiuti, verso cui rivolse un “ti mangiu u cori” che diventò virale. A tal proposito, Falcomatà ha detto: “vedete che anche lui ha compiuto uno straordinario percorso di maturazione. Se pensiamo che fino a qualche tempo fa si parlava di mangiare il cuore, oggi si parla donare il cuore, capite bene che siamo cresciuti veramente tantissimo”.

Poi ha parlato di “luminarie instagrammabili” e ha lanciato lo slogan di “Capodanno Stai” al posto di “Capodanno Rai”, dal momento che “non ci sarà una replica dell’anno scorso, ma stiamo lavorando affinché si possa vivere anche quest’anno un momento di incontro in piazza gratuito per festeggiare insieme l’arrivo del 2026”. Ha anche anticipato che la rivista Vanity Fair ha individuato Reggio Calabria come una delle mete per il ponte dell’Immacolata, scherzando sulle classifiche: “sono andati a scegliere non le città nei primi posti in classifica, ma la nostra Reggio Calabria” (chiaro riferimento all’ultimo posto rilevato dal Sole 24 Ore per la città dello Stretto sulla qualità della vita).

In ultimo, ma non per importanza, è andato a sviscerare la storia per lanciare un monito, non troppo nascosto, sul momento della città attuale, politico e non. Ha detto chiaramente di “evitare la guerra fra fratelli”, probabilmente un messaggio rispetto – anche – alle ultime settimane turbolente, con una parte di Maggioranza (con cui ha condiviso tutto) che lo sta sfiduciando in Consiglio.

“Faccio questa riflessione – ha detto Falcomatà – Ieri studiavo storia insieme a mio figlio Italo. Lui sta studiando i persiani e i greci. Ci sono le guerre greco-persiane, sono due: la prima guerra greco-persiana e poi la seconda guerra greco-persiana. Dopo le due guerre greco-persiane arriva la guerra del Pelloponneso. C’è una straordinaria differenza tra questi tre conflitti, perché nei primi due i greci combattevano contro i persiani, due popoli differenti. La guerra del Peloponneso invece è una guerra tra le città greche, tra le colonie greche, quindi tra fratelli. È una guerra tra fratelli, per prendere il predominio dentro però uno stesso contesto. Io provavo a spiegare questa cosa a mio figlio, ma avevo difficoltà a capirlo io. Lui mi ha chiesto: perché a un certo punto si fanno la guerra tra di loro? Vi lascio questa riflessione: perché, tra di noi, bisogna farsi la guerra e non unirsi su cose che fanno crescere la città?” ha concluso il Sindaco, a cui hanno addirittura riservato un applauso (sigh!).