Ogni due passi, un negozio chiuso. Sembra quasi l’inizio di un gioco per bambini, invece è la triste realtà che negli ultimi tempi sta vivendo il Viale San Martino, la via dello shopping dei cittadini messinesi. La redazione di StrettoWeb ha fatto una lunga – e attenta – passeggiata per tutto il corso e le vie adiacenti, e la situazione è a dir poco allarmante. Ad abbassare la saracinesca non sono solo piccoli realtà, cui peso dei grandi brand o degli e-commerce diventa sempre più duro – ma anche marchi importanti.
Una visione che rattrista la cittadinanza, che ritrova una via sempre più desertica. Una “vetrina” che non è più un bel biglietto da visita neanche per i croceristi che, scendendo a Messina, si ritrovano a passeggiare lungo una via che, invece di invogliare allo shopping, trasmette solo tristezza. Ma a vivere nella preoccupazione sono soprattutto gli esercenti, che vivono ogni giorno questi momenti a dir poco frustranti.
Ai microfoni di StrettoWeb, abbiamo intervistato il cittadino Antonio Savarese, che ha dato un suo parere sulle ragioni alla base della chiusura dei tanti negozi nel corso: “gli affitti in base al trend economico non sono più sostenibili rispetto a quelli che sono i fatturati, che dopo il Covid sono davvero cambiati. Non c’è stata più proporzione tra la proposta d’affitto e quello che viene generato” alla domanda su come il Comune può intervenire sulla faccenda – “Riportare flussi, l’unico modo è questo, quindi attraverso iniziative, eventi, che generano flutti di gente più elevata. Che poi si trasformi in un successo commerciale è da vedere, ma può generare un processo” conclude.








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