L’amministrazione Trump ha designato Nicolas Maduro e i suoi alleati di governo come membri di un’organizzazione terroristica, il “Cartel de los Soles”. La mossa arriva nel mezzo di una campagna che da mesi gli Stati Uniti stanno conducendo con il dichiarato obiettivo di combattere i narcotrafficanti, con raid a largo delle coste venezuelane che hanno fatto decine di morti. E dopo che la scorsa settimana il segretario di Stato, Marco Rubo, ha dichiarato che il “Cartel de los Soles” sarebbe “responsabile di violenza terroristica” nell’emisfero occidentale.
Secondo diversi esperti, però il Cartel de los Soles, formula usata per descrivere una rete di gruppi venezuelani all’interno delle forze armate collegati con i narcotrafficanti, non può essere paragonata ai tradizionali cartelli criminali che sono stati designati dagli Usa come gruppi terroristici, perché manca di una gerarchia e di una struttura. Altri spiegano poi che tecnicamente il cartello non esiste neanche nel senso convenzionale del termine.
I venezuelani hanno iniziato ad usare questo termine negli anni ’90 per riferirsi ai vertici militari che si arricchivano con il narcotraffico. Con l’espandersi della corruzione a tutti i livelli del governo prima con il presidente Hugo Chavez, e poi con Maduro, il termine è stato usato genericamente per esponenti del governo e della polizia coinvolti in traffici illegali. I “soli” si riferiscono ai simboli alle spalline sulle uniformi degli alti ufficiali.
Secondo l’amministrazione Trump, questa designazione darà agli USA maggiore possibilità di azione militare all’interno del Venezuela. Trump ha dichiarato di non escludere un’azione militare contro Caracas anche se negli ultimi giorni ha avanzato la possibilità di colloqui diretti con Maduro.


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