Sicilia, scrigno d’arte e natura: i 7 siti UNESCO che raccontano un’isola unica

Sapevate che la Sicilia è la quarta città con più siti inseriti all'interno dell'Unesco? Vediamo insieme quali sono i siti a farne parte

  • Valle dei templi
    Foto Ansa
  • Isole Eolie
    Foto Ansa
  • etna
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  • palermo
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  • Siracusa
  • Noto
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L’Italia è il Paese con più siti Unesco, ben 61: un territorio ricco di storia e prestigio, riconosciuto brillantemente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Ebbene, all’interno del nostro bel Paese, sapevate che la Sicilia è la quarta città con più siti inseriti all’interno dell’Unesco? Ne fanno parte (per il momento) ben 7: vediamoli insieme

Villa romana del Casale a Piazza Armerina (Catania)

La Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, in Sicilia, è l’esempio perfetto di villa di lusso romana tardo-imperiale. Fu utilizzata dai Romani come centro della grande proprietà sulla quale si basava l’economia rurale dell’Impero d’Occidente. Si tratta di una delle più lussuose del suo genere ed è famosa per la ricchezza e la qualità dei suoi mosaici (IV secolo d.C.), che vengono riconosciuti come i mosaici romani in situ più belli.

Questo tesoro  testimonia le abitudini di vita della classe dominante romana e mostra le influenze reciproche tra le culture e gli scambi nel Mediterraneo antico – tra mondo romano e area nordafricana. La villa si sviluppa in 48 ambienti (circa 3500 metri quadri di superficie) ricoperti da mosaici in perfetto stato, forse eseguiti da maestri africani, che permettono di ripercorrere la storia del più grande fra gli Imperi, con le scene di vita quotidiana, le raffigurazioni di eroi e divinità, le scene di caccia e di giochi.

Isole Eolie (Messina)

Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea, si trovano a Nord Est della Sicilia e rappresentano una straordinaria testimonianza di nascita ed evoluzione di isole vulcaniche. Nonostante l’attività vulcanica ancora in corso, le Eolie sono isole mozzafiato, un ambiente naturale dove flora e fauna si incontrano grazie alle meravigliose spiagge, cale, grotte, insenature, faraglioni, e con una grande varietà e ricchezza di fondi marini.

Città tardo barocche del Val di Noto

Durante la dominazione araba, la città di Noto aveva funzione di “capovallo”, cioè di centro amministrativo di riferimento (in lingua araba waal o wali), da cui Vallo o Val di Noto. Sono otto le città che fanno parte del sito Unesco: Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli, si trovano nel sud est della Sicilia.

Gli eleganti palazzi, le chiese dai preziosi interni e dalle facciate intarsiate, le trame urbane intessute secondo un unico stile, rendono questa zona sud orientale della Sicilia, un esempio di influenza architettonica e una delle massime espressioni al mondo del Tardo Barocco europeo. Infatti, il suo stile viene comunemente chiamato “barocco del Val di Noto” e si distingue per l’utilizzo dei vari materiali usati per la costruzione: se a Catania regna il grigio-scuro per l’uso della pietra lavica, Noto assume un sublime e caldo color miele, tipico della pietra locale.

Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica

Fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni greci sulla piccola isola di Ortigia, dove si trovava la fonte Aretusa che ispirò miti e poesie, collegata alla terraferma da due ponti, fu definita da Cicerone “la più grande e la più bella città greca”. Successivamente si svilupparono altri quattro quartieri: Acradina, Tychè, Neàpoli ed Epipoli , tanto che la città fu definita la “Pentapoli” e divenne una metropoli di primo piano sulla scena del Mediterraneo antico. Gli edifici e le strutture architettoniche testimoniano le varie influenze succedute nel tempo: dai Romani ai Bizantini, passando ai Barbari, Arabi e Normanni.

Monte Etna

Il Monte Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, uno tra i più attivi del globo. Grazie ai 2700 anni di attività eruttiva, l’altezza massima supera i 3300 metri di altitudine su circa 45 km di diametro di base. Tali dimensioni lo rendono il vulcano terrestre più imponente d’Europa e dell’intera area del Mediterraneo. Si tratta inoltre, di uno dei vulcani più studiati al mondo, mettendo la Sicilia al centro delle ricerche scientifiche internazionali.

Secondo il mito, l’attività di ceneri ed eruzioni laviche del vulcano sono il respiro infuocato del gigante Encelado, sconfitto da Atena e intrappolato per l’eternità in una prigione sotterranea che si trova proprio sotto l’Etna. I terremoti susseguiti nella storia, sarebbero causati dal suo rigirarsi tra le catene in cui è intrappolato.

La Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale

Nel XII secolo, la Sicilia dei Normanni fu un crocevia di culture: occidentale, islamica e bizantina. Da questa convivenza nacque uno stile artistico e architettonico unico, capace di fondere tecniche e linguaggi diversi in una sintassi nuova e originale, che ritroviamo nelle città di Palermo, Cefalù e Monreale, dove i turisti hanno la possibilità di effettuare un itinerario completo in tutte e tre i siti, alla scoperta delle opere arabo-normanne. Il sito rappresenta quindi la testimonianza straordinaria di una società aperta e multiculturale, dove popoli e religioni differenti seppero dialogare e generare una stagione di intenso scambio e creatività nel cuore del Mediterraneo.