Lo scorso 26 novembre, a Seminara, cittadina in provincia di Reggio Calabria, i seminaresi si sono riuniti per rendere omaggio al loro santo patrono. La processione ha attraversato il paese tra canti, preghiere e fuochi d’artificio. San Mercurio non è solo il protettore contro le calamità naturali, ma anche il simbolo di conversione, giustizia e speranza.
Il guerriero di Dio
Mercurio era nato in Cappadocia, nell’attuale Turchia, e fin da piccolo aveva mostrato coraggio e fede. Entrato nell’esercito, divenne noto per la sua forza in battaglia, ma ancora di più per la sua misericordia verso i deboli e i prigionieri. Quando l’Imperatore Decio lo obbligò a sacrificare agli dèi pagani, egli rifiutò, proclamando la sua fede in Cristo. Per questo fu perseguitato e, secondo la leggenda, martirizzato con la spada. Ma il suo spirito non si spense. La tradizione racconta che dopo il suo martirio, l’anima di Mercurio venne trasportata da un angelo fino alle terre di Seminara, allora piegata dalla guerra e dalla fame. In quel momento, accadde il miracolo.
Le immagini di Graziano Tomarchio per StrettoWeb:


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?