Salvatore Cuffaro: da Governatore alla condanna per legami con la mafia. Oggi la Procura è tornata alla sua porta | DETTAGLI

Riviviamo insieme una parte della lungo cammino nella politica e con la giustizia dell'ex leader della Regione

Nuove vicende giudiziarie emergono attorno a Salvatore Cuffaro, ex Presidente della Regione Sicilia, indagato dalla Procura di Palermo insieme ad altre 18 persone, tra cui il parlamentare Saverio Romano, per appalti truccati, nello specifico: associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Riviviamo insieme una parte della lungo cammino nella politica e con la giustizia dell’ex leader della Regione.

Eletto nel 2001 per la prima volta come governatore, venne confermato anche nel 2006, fino alle dimissioni del gennaio 2008, quando fu condannato in primo grado per favoreggiamento aggravato alla mafia, fatto confermato anche dalla Cassazione.

Il carcere e i libri scritti in prigione

Cuffaro sconta così la sua pena, 5 anni e 10 mesi in carcere, perché sui sette che gli erano stati dati aveva ottenuto uno sconto legato alla condotta impeccabile in cella. Pur non ammettendo mai le proprie responsabilità sul fatto di cui è stato accusato, e limitandosi a sostenere di avere voluto “aiutare un amico”, ha incassato in silenzio la permanenza in prigione, scrivendo due libri per raccontarne l’esperienza vissuta.

Dopo la sua riabilitazione giudiziaria e il suo rientro a pieno titolo nella Dc, il suo nome torna sulla bocca di tutti. Questa volta insieme a lui altre 18 persone, e il fatto -come detto in precedenza – è dovuto ad appalti truccati. La Procura di Palermo sentirà tutti gli indagati prima di concedere gli arresti domiciliari. Cuffaro e Romano saranno sentiti dal gip il 14 novembre