Reggio Calabria, addio a Ciccio Ruggia: grande artista e pilastro del teatro

Il saluto commosso al maestro del teatro vernacolare reggino, che con la sua voce e il suo sorriso ha illuminato vite, palcoscenici e cuori

  • ciccio ruggia
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“Il 13 novembre scorso abbiamo salutato un grande artista, un uomo buono, un animo gentile, un punto fermo e un riferimento nel mondo del teatro vernacolare reggino: Francesco Camera, in arte e per gli amici Ciccio Ruggia. Ha messo in atto la sua ultima regia: l’abbandono definitivo delle scene. Una vita di teatro, portata avanti, negli ultimi 12 anni, con la compagnia extra oram del suo paese di origine, Straorino, e con gli attori, amici, compaesani, che lo amavano e lo seguivano passo passo, con rispetto e devozione”. Lo afferma in una nota la compagnia teatrale Extra Oram e del paese di Straorino.

“La partecipazione di un pubblico così numeroso e commosso ai funerali non ha lasciato spazio a dubbi sul suo talento, la sua generosità e la sua impronta sulle vite di tutti. I saluti del parroco, don Paolo Ielo, presso la chiesa di Sant’Elia di Condera, che non è riuscita a contenere l’afflusso del pubblico per dare le proprie condoglianze alla famiglia, hanno esplicitato bene chi era Ciccio: un uomo che amava la vita e dava la vita agli altri, col gesto, la presenza, la risata e, soprattutto, la parola. La parola per Ciccio era maestra di vita. Sceglieva con cura e pesava ogni virgola e ogni espressione. Cadenzava e scandiva i termini più pregnanti, affinchè il pubblico non si perdesse neanche un “sciatu”. Perchè anche i silenzi sono importanti, Ciccio lo sapeva bene; e adesso, grazie a lui, lo sappiamo anche noi. Perchè il silenzio che hai lasciato Ciccio, è troppo assordante”.

“E anche stavolta hai deciso tu quando uscire di scena, da questa grande commedia che è la vita. E non ci hai interpellati, perchè sapevi che non lo avremmo accettato. Hai salutato il mondo nella giornata in cui il mondo celebra la gentilezza, che donavi in abbondanza, che ti contraddistingueva. Sei stato un esempio di cultura, umiltà e umanità e tante altre qualità che nessun uomo ha la grazia di contemplare tutte insieme in una sola vita. Una vita che, proprio per questo, non meritava di essere così breve, di strapparti via e di strapparci via così presto quella ricchezza che eri per chi aveva la fortuna di conoscerti”.

“Gli attori della compagnia Extra Oram erano orgogliosi di calcare le scene al tuo fianco ed essere avvolti dalla tua luce che, sul palcoscenico, diventava accecante. Il teatro era la tua seconda casa e tu lo hai fatto diventare la nostra. Sei riuscito a farlo entrare nelle vite di tutti, sulla scena e in platea. Hai dimostrato che la parola, in tutte le sue connotazioni, è linfa preziosa e non hai più sopportato di stare senza. Perchè tu eri la tua voce, Ciccio, quella che accoglieva, narrava, consolava, arricchiva e seminava gioia, sorrisi, riflessioni. Semi preziosi dei cui germogli continueremo a godere dopo di te, in attesa dei loro frutti. Ed è tutto merito tuo, Ciccio. Tua, per sempre, è la regia: Ciccio Ruggia”.