Reggina, umiliazioni in campo e risate in Tribuna Vip. E la situazione è molto più grave di quanto sembra…

Qualcuno crede davvero che una società sull'orlo della retrocessione in Eccellenza dopo tre anni disastrosi in serie D, possa ristrutturare e valorizzare il Sant'Agata? Resta l'ombra della politica: finché l'Amministrazione Comunale non uscirà dal controllo del club, e finché non cambierà società con una dirigenza tutta nuova, per la Reggina le cose andranno sempre peggio

La Reggina sta retrocedendo in Eccellenza. E no, non è colpa di Torrisi. Non è colpa di Lagonigro. Non è colpa di Di Grazia. I numeri sono davvero incredibili: neanche in serie A la Reggina aveva mai perso sei partite delle prime 12 vincendone soltanto tre. Neanche in serie A la Reggina è mai stata il terzultimo attacco del torneo (oggi, nei Dilettanti, hanno fatto meno gol soltanto Ragusa e Paternò, ma a breve supereranno gli amaranto). La Reggina sta sprofondando in Eccellenza, nel suo terzo campionato consecutivo di Serie D: non è la trama di un film horror, ma la realtà materializzatasi in riva allo Stretto da quando Brunetti e l’Amministrazione Comunale del Pd hanno scelto di dare la società appena fallita agli amici degli amici tramite un allegorico e improbabile imprenditore catanese.

E così siamo finiti nella mediocrità più assoluta: dai dirigenti ai calciatori, non c’è nessuno che non sia socio o sponsor del club. Roba che a Reggio Calabria non succede neanche in Terza Categoria. Al Granillo soltanto nell’ultimo mese e mezzo hanno vinto l’Igea Virtus di Barcellona Pozzo di Gotto, la Nocerina, il Gelbison Cilento di Vallo della Lucania, la Vigor Lamezia e l’Ahletic Palermo neopromosse dall’Eccellenza. E quello che solitamente era un momento di festa per la città, che andava allo stadio sventolando orgogliosa i propri vessilli, oggi è il peggiore incubo mortificante e vergognoso.

Oggi è finita 2-3 con la seconda squadra di Palermo, ma al Granillo sembrava ci fosse l’Atletico Madrid tale è stato il predominio degli ospiti. Eppure tre anni fa esatti, la Reggina passeggiava sul Palermo (quello vero) in serie B. Palermo (quello vero) sempre dominato al Granillo persino negli anni della serie A, quando i protagonisti erano Paredes e Nakamura, tra gli altri, e la Reggina era stabilmente nettamente superiore alla principale squadra del capoluogo siciliano.

Quanto ci manchi, Lillo Foti! 

Tra gli allocchi (dal dizionario Treccani, gruppuscolo di pseudo tifosi e pseudo giornalisti pronti a farsi prendere in giro a oltranza e applaudire, esultare, tifare, anche dopo tre anni di umiliazioni) oggi riecheggia l’eco delle responsabilità di Torrisi, e perchè usa quel modulo, e perchè usa quel calciatore, e perchè dice quelle cose, e perchè non fa così, e perchè non fa colì. Ma Torrisi è il terzo allenatore di questa proprietà: gli stessi disastri erano capitati anche con Trocini e con Pergolizzi. E no, neanche loro avevano alcuna responsabilità. Poveretti tutti quanti.

E vogliamo parlare dei calciatori? Ne sono passati più di 60, tutte pippe? Quando sono andati altrove, hanno fatto sempre bene.

Mettetevelo in testa: il problema di questa Reggina è nella dirigenza. Nella proprietà. Nella sua guida, nel suo vertice. Potranno anche arrivare Klopp e Yamal, ma oggi a Reggio nella società di Ballarino, di Praticò, di Bonanno, farebbero soltanto cattive figure. Allenatori e calciatori non c’entrano nulla, infatti cambiano in continuazione, ma la situazione resta sempre la stessa. E sarà sempre così, finché non cambierà la società. In toto. Non c’è nessuno che si salvi, neanche per rimanere a pulire i bagni del centro sportivo.

Il problema vero è ancora più a monte ed è sempre stato, e continua ad essere, l’ingerenza della politica sulla società. Finché l’Amministrazione comunale, finché Falcomatà, Brunetti, Versace, non usciranno fuori dal controllo della Reggina, la Reggina rimarrà ostaggio di questa mediocrità. E c’è qualcuno – dotato di un minimo di raziocinio – che pensa che questo club, con una squadra che sta sprofondando clamorosamente in Eccellenza (!!, forse non è chiaro, guardate la classifica e ripetete insieme, LA REGGINA STA SPROFONDANDO IN ECCELLENZA, LA REGGINA STA SPROFONDANDO IN ECCELLENZA, LA REGGINA STA SPROFONDANDO IN ECCELLENZA, addirittura senza neanche passare dai playout ma con la retrocessione diretta!!!), possa davvero ristrutturare e valorizzare il Centro Sportivo Sant’Agata, su cui la solita politica ha lanciato nei giorni scorsi gli ennesimi annunci roboanti, creativi sistemi “che facciamo per la prima volta nella storia” per concedere il Centro Sportivo ad un club che fa così schifo nei Dilettanti da finire sull’orlo dell’Eccellenza? 

Forse è una barzelletta.

Lillo Foti faceva fatica a mantenere il Sant’Agata in serie B. In serie C è totalmente insostenibile. E questi vogliono gestirlo senza essere in grado di vincere un campionato di Dilettanti, o addirittura finendo in Eccellenza? Se non fosse la nostra gloriosa Reggina, ci sbellicheremmo dalle risate

L’unica cosa che sta succedendo “per la prima volta nella storia“, a Reggio Calabria, sono i disastri della Reggina di Falcomatà, di Brunetti e di Versace. Mai la Reggina nella sua storia ultra centenaria era stata due anni consecutivi in serie D, e invece ne ha già fatti tre e dobbiamo sperare che ne faccia quattro. Perché l’alternativa significa vederla giocare (se mai qualcuno dovesse iscriverla) addirittura in Eccellenza, nel torneo dove oggi c’è il Bocale con quella ridicola bandiera della Palestina sulla maglia, c’è la più dignitosa ReggioRavagnese 1960, e anche la Palmese, la Virtus Rosarno, lo Stilo Monasterace Calcio, il Brancaleone e il Cittanova.

Se c’è qualcuno che può salvare la Reggina, si faccia avanti adesso perchè altrimenti poi sarà troppo tardi. E se avrà difficoltà perchè Ballarino non vuole mollare, perchè Falcomatà e Brunetti faranno di tutto per non favorire un cambio societario, allora venga da StrettoWeb a raccontare tutto con l’augurio che finalmente la città si svegli e vada in massa a protestare sotto casa da Ballarino, da Praticò, da Falcomatà, da Brunetti, facendoli per tutta la notte quei cori che oggi rimbombavano al Granillo. Magari le mogli si stancano, vogliono dormire e li convincono a mollare.

Perché in qualsiasi altra città del mondo, dopo tre anni di questi disastri e di tali cazzate, sarebbe già esplosa una sacrosanta rivoluzione.