Situazione parecchio delicata in casa Reggina in vista del match contro l’Acireale di domenica. Oltre a un clima societario piuttosto caldo, a una tifoseria ormai separata in casa e ai risultati del campo ben al di sotto delle aspettative, delle ambizioni e delle dichiarazioni di inizio stagione, l’ultima grana riguarda la rescissione di Montalto. Gli amaranto perdono il “grande bomber”, quello presentato come il pezzo da 90 in attacco, restando con il reparto offensivo decimato nei numeri e nei gol (resta il solo Ferraro e qualche giovane). E ancora non siamo neanche a metà stagione. Di questo e dell’approccio alla gara contro l’Acireale, ha parlato mister Torrisi in conferenza stampa.
La conferenza stampa di mister Torrisi
L’addio di Montalto è il tema caldo in apertura. Torrisi afferma: “confermo quello che ho detto settimana scorsa, Montalto ha sempre fatto il suo dovere, allenandosi bene. La situazione è nata su scelte su condizioni della società, su un confronto che ha portato a questa scelta. I dettagli non sono io la persona che deve dirli e non ne sono molto a conoscenza, non è stata una scelta tecnica. Ringrazio Adriano per l’impegno di questi 15 giorni. La scelta è condivisa con la società“.
Rispondendo a una domanda ironica sul fatto che Montalto sia stato il ‘male della Reggina‘ e che ora ci si aspetti un cambio di rotta, mister Torrisi dichiara: “a lei la vedo il sabato e la domenica, non durante la settimana, non so sotto quale pensiero il male della Reggina sia Montalto. Non c’è nessun capro espiatorio, nessun dramma. È stata fatta una scelta sulla risoluzione di un giocatore. La Reggina ha difficoltà, lo sapevo prima di venire. L’andare via di Montalto non penso che abbia un collegamento col tirare fuori gli attributi. Dobbiamo andare ad Acireale, in un ambiente difficile, con foga agonistica, in un magic moment: nella prima parte di campionato non ha mai vinto, con mister Pagana, da 5 partite, 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta nel finale a Enna in 10 uomini. Bisogna andare lì con spirito di sacrificio, voglia di lottare e fare bene. Non possiamo parlare di scontri Playout, dobbiamo recuperare i punti che abbiamo dalle altre, la Reggina non può pensare a questo tipo di classifica e dobbiamo recuperare il prima possibile“.
Contro l’Acireale non ci sarà Ferraro, gli altri sono tutti disponibili. Chiaramente, l’attacco sarà in difficoltà. Il mister amaranto spiega: “Ferraro non partirà per Acireale. Edera lo avevamo visto contro la Nocerina in un’eventuale posizione di attaccante, prima punta moderna, con caratteristiche diverse da Montalto e Ferraro. C’è anche Pellicanò. Il focus è sulle scelte, soprattutto a partita in corso. Per portare punti a casa è fondamentale il piano gara. Nell’ultima mezz’ora servono alternative importanti che a questa squadra è mancato dall’inizio, anche lo status del giocatore, dobbiamo capire se un giocatore di una determinata qualità può incidere di più alla fine quando l’avversario sta pagando qualcosa a livello fisico. Dobbiamo sfruttare al massimo la qualità che abbiamo, l’ultima mezz’ora o venti minuti possiamo mettere qualcosa che può dare una mano“.
Montalto non è un capro espiatorio, le colpe, secondo Torrisi, sono condivise: “se la Reggina è in questa situazione di classifica, la colpa non è di un solo giocatore. Non dobbiamo uscire gli attributi perchè è andato via il capro espiatorio. Noi tutti, io in primis, siamo al centro di questo ‘casino’, di risultati e classifica. Siamo obbligati ad uscire. Sono sereno, sono consapevole della squadra che ho a disposizione, l’unica medicina è il lavoro. Non abbiamo la bacchetta magica, io ho fatto 14 allenamenti fino a oggi. Per come si vive qui, sembra che sono qui da un anno, vorrei ricordarlo a tutti: bisogna avere il tempo per lavorare e dare la mia identità alla squadra. Ci stiamo lavorando, grazie ai ragazzi che ci stanno mettendo tutto il possibile per poter crescere. Io sotto questo punto di vista sono abbastanza sicuro che la Reggina racconterà questo momento, alla fine, come una brutta favola“.
Sulla società, Torrisi non ha dubbi: “io con la società lavoro a stretta sinergia H24. Con la direzione sportiva condividiamo giornalmente l’ufficio, il direttore generale è sempre presente. Il patron si fa sentire costantemente, mercoledì ci ha fatto visita. Io non riesco a capire l’allarmismo che c’è fuori riguardo una società assente. La società è presentissima, che non ci fa mancare nulla. Le scelte della comunicazione non le posso giudicare. Per quanto mi riguarda, io ho accanto a me una società forte, solida, che mi permette di lavorare e con la quale stiamo basando una serie di situazioni che porteranno sicuramente al miglioramento della squadra come rosa e qualità, non perchè questa non sia una squadra forte, ma perchè dobbiamo fare delle scelte che ci portino giocatori con qualità diverse rispetto a quelle che abbiamo in rosa, per completarci“.
Novità di mercato che riguarda Sartore. “Francisco Sartore? L’unica cosa vera è che è stato un mio giocatore al Trapani. – afferma con il Sorriso Torrisi – A parte gli scherzi, ci sono stati dei contatti e spero che nelle prossime ore si possa chiudere l’operazione. Ieri ha rescisso con il Gela, l’ufficialità si avrà quando si mette tutto nero su bianco“.
Torrisi lascia da parte i moduli: “non sono un integralista del 4-3-3 o di un sistema di gioco ben definito. Giocando per principi possiamo cambiare facilmente. La cosa normale è che questa squadra è stata costruita sul 4-3-3, il mio obiettivo è mettere i giocatori a loro agio per far emergere le loro caratteristiche. Io sono arrivato in punta di piedi, osservare, lavorare sui pregi e difetti. Penso che questo sistema di gioco non ha dato ciò che tutti si aspettavano, lo dicono i risultati e il campo. Anche perchè in base al sistema, la cosa importante è l’interpretazione, quello che si chiede alle mezze ali, agli esterni d’attacco, noi abbiamo avuto gli esterni d’attacco che non attaccano la profondità quasi mai perchè vengono a giocare dentro. Non abbiamo avuto mezze ali di qualità e quantità che vanno ad attaccare l’area di rigore, che creano superiorità numerica e densità vicino l’attaccante. Domenica, ad Acireale, la cosa più importante non è il sistema di gioco ma mettere i giocatori nella migliore condizione possibile. Fermo restando che negli ultimi anni ho sempre adottato il 4-2-3-1 che è stato un sistema di gioco su cui ho vinto e credo molto, motivo per cui stiamo iniziando a cercare di prendere giocatori con queste caratteristiche“.
Ci vorrà ancora un po’ per vedere la ‘vera’ Reggina di Torrisi. Il mister ammette: “dobbiamo pensare a far preoccupare un po’ gli altri, non ci siamo riusciti dalla prima giornata. Mi ci metto io in primis, perchè sono ormai al timone di questo gruppo, parlo oggettivamente anche su questo. Abbiamo l’obiettivo di risalire la classifica, ma la classifica conta a maggio e non a novembre, bisogna lavorare e migliorare come tutti. Ne ho viste di rimonte, questa squadra ne ha le basi e la volontà per farlo. È normale che punti se ne sono persi già tanti per strada, più se ne pentono e più è difficile. L’obiettivo deve essere non preoccuparsi, ma essere consapevoli che qui ci sono tutte le condizioni per uscire da questo momento non bello. Dobbiamo essere bravi ad arrivare al giro di boa a -6 come punto minimo. Poi se abbiamo gli attributi, quando a gennaio abbiamo quelle 3 partite con Nissa, Savoia e Gelbison dimostriamo di che pasta siamo fatti e se possiamo rientrare in corsa per questo campionato o meno. Parlo del girone di ritorno perchè ho una certezza: in campo ci sarà la mia squadra, con il mio dna, con la mia impronta tattica, con il mio pensiero, una condizione fisica diversa che ci permette di lottare ad armi pari con le altre. In questo momento dobbiamo cercare in tutti i modi di trovare una soluzione immediata di accorciare il gap e fare punti perchè le partite incombono. Dopo aver avuto la certezza che, in queste settimane, le basi che si sono gettate sotto il progetto tecnico tattico non hanno portato i risultati sperati“.
Sulla reale qualità della squadra e le difficoltà incontrate, il mister siciliano spiega: “basta guardare i trascorsi di tutti per capire la forza di una rosa del genere. Basta guardare le partite che ha fatto la Reggina fino ad oggi e si dice il contrario. Non possono essere diventati tutti brocchi. Una metamorfosi del genere in 4 mesi è impossibile. Si può accettare su uno dei giocatori per il quale non è l’annata giusta e ha avuto delle difficoltà. Questa è una squadra che non è squadra, deve diventare squadra e lo può fare attraverso lavoro e quotidianità, la responsabilità che deve avere nei confronti della piazza e della società che deve stare bene. Quando vedi la partita e vedi che la Reggina sta in 80 metri di campo, ti fai due domande. Quando vedi una squadra che in 4 partite, compresa San Cataldo, ha fatto 1 gol. Di cosa stiamo parlando? È normale che bisogna cambiare. Io potevo arrivare qui e stravolgere una squadra, ma se lo avessi fatto non sarei stato onesto intellettualmente perchè avrei cambiato senza capire prima se ci fosse stato davvero bisogno. Questa squadra adesso nel torneino di mercoledì, nelle partitelle del giovedì o nella partita di questa mattina si inizia a incazzare quando perde, cosa che prima non c’era, anche fra di loro. Stiamo crescendo sotto l’aspetto mentale. Ho avuto contezza, dopo 2 settimane, che bisogna cambiare qualcosa, con la consapevolezza che bisogna aspettare qualche settimana. Quando si lavora in un certo modo i risultati arriveranno, la costanza ci porterà a riderci su riguardo questo momento. Perchè questa squadra non è squadra? Non posso saperlo, non sono stato qui con loro da luglio, sono arrivato adesso, ho trovato questa situazione che non posso giudicare come sia arrivata, perchè va vissuta. È normale che è una situazione da migliorare“.
Sulle priorità di mercato, Torrisi non si nasconde: “l’attaccante è una priorità, dobbiamo cercare un profilo. Una priorità che non ci porti alla fretta che poi ci porta all’errore. Dobbiamo prendere giocatori funzionali al progetto tecnico-tattico della Reggina, funzionali alla Reggina, soprattutto non dobbiamo prendere chi ci offre il mercato oggi, dobbiamo prendere chi vogliamo noi, chi scegliamo noi. Questo comporta insidie e imprevisti, perchè oggi il mercato è chiuso. Se io scelgo un giocatore che è di un’altra squadra, non basta che io lo scelga, che la società accetti, poi c’è la società che deve autorizzare la rescissione. I giocatori che valutiamo sono di prima fascia, chi gioca in C, chi è in D e sta vincendo, queste situazioni implicano la difficoltà.
Se domani mattina viene qualcuno a chiederci un giocatore che sta facendo bene, lo diamo? No, quindi perchè dovrebbero farlo gli altri? Se qualcuno si aspetta che domani mattina esce il colpo, non è così. Io ho delle responsabilità nei confronti della società e della piazza e non mi posso permettere, insieme alla direzione sportiva di fare delle scelte scellerate che poi non si rivelino importanti per il nostro percorso. Tutto quello che faremo sul mercato lo faremo con calma e tranquillità. Se noi oggi pensiamo che dobbiamo prendere l’attaccante, perchè è andato via Montalto, e pur di prenderlo prendiamo uno che capiamo dopo una settimana che abbiamo fatto un errore, meglio non prenderlo. Abbiamo gente come Ferraro che è andato in doppia cifra l’anno scorso in questo girone. Edera può fare la punta, c’è Pellicanò. Di Grazia può fare il sottopunta nel 4-2-3-1 e sistemare Sartore, se dovesse arrivare, o qualcun altro, in maniera diversa. Abbiamo giocatori funzionali. È un messaggio che mi va di lanciare: non si prenderà gente perchè ha un nome o trascorsi e poi non ce ne facciamo nulla. Dobbiamo prendere giocatori forti, funzionali a questo progetto tattico. Una cosa è giocare per la Reggina, una cosa è giocare per le altre squadre: lo stadio, le pressioni, la piazza. Anche in questo non dobbiamo sbagliare. Per vincere bisogna prendere giocatori abituati a queste pressioni, giocatori che hanno vinto, che hanno voglia di rivincere, questo è fondamentale nella scelta dei giocatori. La voglia ce l’ha hi prospettiva, la vera fame ce l’ha chi ha ambizione. Di conseguenza, capite, chi non ne ha, dov’è, dove può arrivare e dov’è stato. Aspettiamo, valutiamo, dobbiamo prendere gente che incide“.
Contro l’Acireale sarà importante avere l’atteggiamento giusto, come quello di San Cataldo. “L’atteggiamento di San Cataldo deve esserci sempre. Per noi, ogni settimana, l’obiettivo deve essere quello di pareggiare fama e cattiveria dell’avversario e la voglia di vincere. Questo deve essere per noi la base su cui costruire questo percorso. Sotto l’aspetto tecnico ci sarà una nuova Reggina diversa, mai vista quest’anno, sotto l’aspetto tattico, l’approccio alla gara. Qualcosa su cui si è lavorato. Questi giocatori hanno bisogno di trovare certezze. Sotto l’aspetto fisico stiamo crescendo“.


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