Muti. Scomparsi. Spariti. Nel migliore dei casi, laddove intendono conservare un briciolo di dignità e amor proprio, gli allocchi che tra i tifosi della Reggina hanno deciso di sposare la causa di Ballarino e sostenere la Brunettese in questi due anni abbondanti di disastri sportivi e sociali, adesso sono scomparsi. Dopo ogni vittoria scaricavano la loro pioggia di insulti e invettive contro i pochi baluardi di corretta informazione e reale passione amaranto: StrettoWeb, su tutti, e Leggende Amaranto, e Paolo Ficara del Dispaccio, e Maurizio Gangemi, e pochi, pochissimi altri. “Ci vediamo a maggio“, dicevano grondanti (senza dire quale, però! Come quello di uno o due anni fa?). E ancora: “salirete sul carro quando andremo in serie C“. Ma quale carro? Volevano forse pure fare i caroselli? Per la Reggina in serie C? Non succedeva neanche nei primi anni ’90, quando la città – molto prima che iniziasse l’era gloriosa della serie A – festeggiava solo se la vinceva, la serie C! Festeggiava solo a partire dalla promozione in B in su!
Persino domenica scorsa avevano deciso di non vedere la realtà, unendosi alle surreali celebrazioni della squadra che festeggiava l’immeritata vittoria di San Cataldo con scene da trionfo della Champions League, ancora convinti che questa Reggina avrebbe davvero vinto questo campionato. Dopo quello già perso un anno fa. E dopo l’altro, già perso di due anni fa.
Poi è arrivata l’ennesima (per loro) doccia fredda. Ampiamente annunciata. La capolista(!) Nuova Igea Virtus, da Barcellona Pozzo di Gotto, ha espugnato il Granillo nel giorno dedicato alla ricorrenza di tutti i morti. Tra cui ovviamente figura la Reggina, uccisa due anni fa dalla peggiore politica della storia della città. Dalla politica che poteva scegliere tra un multimiliardario in cordata con tanti imprenditori reggini, e un anonimo sconosciuto maestro di scuola elementare di Catania. E ha preferito quest’ultimo, guarda caso affiancato da un parente di un consigliere comunale dello stesso partito di Brunetti, dopo un’estate torbida fatta di incontri con tale Manuele Ilari proprio a Catania, e torbide manovre sottobanco con tanto di dichiarazioni pubbliche sul “meglio dieci anni di serie D rispetto ad oggi“, un mese prima di scegliere chi quei dieci anni di serie D li avrebbe potuti garantire davvero (sempre che quest’anno riesca a salvarsi).
In qualsiasi altra città, la tifoseria avrebbe fatto la rivoluzione. E disertato lo stadio. Zero abbonamenti, zero sponsor. Ballarino sarebbe stato costretto a mollare ancor prima di iniziare, Brunetti si sarebbe dovuto dimettere. E invece se dopo due anni di clamorosi fallimenti sportivi, sconfitte e umiliazioni, sono tutti ancora lì al loro posto è proprio perchè Reggio Calabria gliel’ha consentito con mille, mille e cinquecento, forse duemila scarsi, tifosi allocchi, citrulli, babbei. Ballarino, Brunetti e Falcomatà hanno mantenuto le grinfie sul giochino Reggina solo e soltanto grazie alla complicità di questi servi del potere, tra cui hanno un’aggravante molto più seria i fantomatici giornalisti (sigh!) che hanno tenuto il sacco a chi ha ucciso e mortificato la Reggina, la sua storia gloriosa, la sua autorevolezza ultra centenaria. Per la promessa di un’intervista esclusiva a un calciatore Dilettante, a un dirigente fallito, a un allenatore sconosciuto.
Quelli che oggi si arrabbiano e invece dovrebbero prendersela soltanto con se stessi
I peggiori, quelli che invece hanno deciso di perdere anche la dignità, sono coloro che invece di sparire, dopo la sconfitta di ieri stanno addirittura scatenando la loro rabbia (!!!) contro la squadra, la società, la politica. Li vedi e li leggi totalmente sconvolto: i siti della stampa amica, le trasmissioni dei canali vicini al dirigente di turno, i tifosi sempre in prima linea a difendere Ballarino e Brunetti, adesso accecati dalla rabbia contro Ballarino e Brunetti al punto da chiedergli – oggi – di dimettersi. Di andare via.
Ma dovete dimettervi voi! Andate via voi! Siete voi che avete contribuito attivamente a questo disastro, siete voi che dal primo giorno non ci avete capito nulla e ve la siete presa con noi, con noi che invece abbiamo difeso la Reggina. Dal primo all’ultimo momento. Adesso siate coerenti: continuate a difendere Ballarino e Brunetti, continuate a celebrare il Pallone d’Oro del nipotino del vice Sindaco, continuate a festeggiare ogni sporadica e casuale vittoria contro compagini di piccoli paesini degli entroterra collinari come un trionfo di Champions League. Continuate ad accompagnare con coerenza questa società alla retrocessione in Eccellenza, e continuate a tenere il sacco a chi questo disastro l’ha orchestrato, l’ha ordito e l’ha compiuto sulla vostra pelle.
E ancora, dimettetevi voi! Andate via voi! Chiudete quei siti da strapazzo buoni solo per greggi di pecore belanti, cancellate quelle improponibili trasmissioni utili solo a mantenere in piedi questo giochino sconfortante. Chiudete con la Reggina, con lo stadio, con quella che era una passione di una città e che avete contribuito ad uccidere. Perché sì, è anche colpa vostra: questi con cui oggi ve la prendete, li avete voluti, li avete sostenuti, li avete difesi, li avete alimentati. E invece ve la siete presa con noi, con noi che vi raccontavamo la verità. Ed era tutto chiaro sin dal primo giorno, basta leggere gli articoli dell’archivio di StrettoWeb. Era tutto già scritto, e non lo diciamo con il senno di poi.
Ecco perchè adesso li dovete accompagnare anche nella retrocessione in Eccellenza. Fate i cori a fine partita come un anno fa, come due anni fa. Continuate a battergli le mani. Siate coerenti.
I numeri di una stagione impensabile
Fino alla scorsa settimana avete partecipato ad una narrativa totalmente falsa. Pensavate anche voi che il problema fosse l’allenatore. Pensavate anche voi che l’arrivo di un nuovo mister avrebbe cambiato le cose. Pensavate davvero che la casuale, fortuita e immeritata vittoria di San Cataldo avrebbe riportato la Reggina in lotta per la promozione, e invece oggi dopo 10 giornate del terzo campionato consecutivo nei Dilettanti, la Reggina di Brunetti e Ballarino è undicesima in classifica a pari merito con dodicesima e tredicesima, quindi in piena zona playout, con dieci punti – d-i-e-c-i – in meno rispetto alla prima, otto punti – o-t-t-o – in meno della seconda, sette punti – s-e-t-t-e – in meno della terza, e cinque punti – c-i-n-q-u-e – in meno rispetto a quarta e quinta, quindi rispetto alla zona playoff. E’ più vicina (dista appena 4 punti) la penultima piazza, che significa retrocessione diretta in Eccellenza senza neanche disputare i playout. E sotto ci sono due squadre con una partita in meno, e il Messina – con cui questa Reggina è riuscita persino a perdere il derby dello Stretto – che ha 14 punti di penalizzazione, altrimenti gli amaranto sarebbero già in fondo.
Dopotutto i numeri parlano chiaro: la squadra amaranto ha perso 5 partite su 10 in campionato, solo la Sancataldese ne ha perse di più (6). Con appena otto reti realizzate in 10 partite, è il quarto peggior attacco dei Dilettanti ma il Paternò può recuperare nella partita in meno. Siamo ancora solo a inizio novembre e la Reggina è anche già eliminata dalla Coppa Italia di serie D, umiliata dalla Nocerina che ha passeggiato al Granillo dove hanno vinto anche il Gelbison Cilento, la nuova Vigor Lamezia neopromossa dall’Eccellenza, e ieri appunto la Nuova Igea Virtus. Nelle ultime cinque partite, la Reggina è riuscita a perderne 4 (Messina, Vigor Lamezia, Nocerina e Igea Virtus), con l’unica vittoria di San Cataldo, con l’unico gol segnato in campionato da inizio ottobre.
Gli otto gol della Reggina sono arrivati da otto calciatori diversi: non ce n’è neanche uno a quota due. La “super corazzata” composta da “lussi di altra categoria” si sta invece rivelando una squadra di Eccellenza. E i “grandi nomi” della campagna acquisti estiva si sono rivelati buoni esclusivamente per celebrazioni stile “Operazione Nostalgia“. Neanche negli anni di serie A, quando le avversarie erano la Juventus, il Milan, l’Inter, la Roma, la Lazio (e non certo quelle della serie A di oggi, parliamo degli anni di Zidane, Roberto Baggio, Ronaldo, Shevchenko, Kakà, Totti, Del Piero, Batistuta), ebbene neanche in quegli anni la Reggina era già stata profanata al Granillo ben quattro volte e già eliminata dalla Coppa Italia (quella vera!) a inizio Novembre!
Adesso c’è poco da fare. E’ troppo tardi per chiedere a chi comanda di andare via. Anzi, andate via voi. Sparite. Chiedete scusa. E’ da tre anni che accusate chi ama la Reggina di farle del male, e invece siete stati voi a distruggerla portandola nel punto più basso della sua storia ultracentenaria. E adesso ve la tenete così come l’avete ridotta. Esattamente come la città: senza acqua nelle case, con montagna di spazzatura fuori da ogni portone, con le strade zeppe di voragini e buche, ultima in tutte le graduatorie di servizi e vivibilità nazionale mentre voi continuate a votare Falcomatà. In una città che oggi dovrebbe spostare la festa patronale al 2 Novembre, nel giorno dei morti. Perché Reggio è morta, come la Reggina, e non resta che celebrarne il ricordo della grandezza che fu.



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