“Il via libera alla variante del raddoppio ferroviario della tratta Messina-Catania rappresenta una pietra tombale sulle speranze di sviluppo turistico e sostenibile dell’intera Riviera Jonica messinese. È una scelta miope che condanna territori già fragili all’isolamento definitivo”. Lo dichiara l’On. Giovanni Currò, già vicepresidente della Commissione Finanze della Camera dei deputati 18a legislatura (M5S) originario di Itala (ME), intervenendo duramente sulla variante di progetto che interessa la costa jonica.
“È sconcertante constatare come una storica opportunità di rilancio, finanziata anche con le risorse del PNRR, venga trasformata in un danno per le comunità locali”, prosegue Currò. “Invece di replicare modelli virtuosi di rigenerazione urbana, come avvenuto in Liguria con la trasformazione delle vecchie linee ferrate in spettacolari vie ciclopedonali sul mare (penso al caso di Varazze), qui si sceglie di negare questa prospettiva. Comuni come Itala e Scaletta Zanclea, che ancora portano le cicatrici della tragica alluvione del 2009, vengono così relegati al ruolo di ‘periferia delle periferie’, semplici punti di passaggio privi di connessioni vitali e di necessarie vie di fuga in un territorio morfologicamente complesso”.
L’esponente pentastellato punta il dito contro le responsabilità politiche locali: “Provo amarezza nel vedere Cateno De Luca, figlio del mio stesso Monte Scuderi, avallare scelte così scellerate contro la sua terra d’origine. Evidentemente, le ambizioni personali ed elettorali e la necessità di fare da stampella all’attuale giunta regionale di centrodestra prevalgono sull’interesse collettivo della Riviera Jonica. Un governo regionale che, come ha recentemente ribadito il Presidente Giuseppe Conte durante la sua visita in Sicilia, brilla per incapacità gestionale e la cui unica urgenza dovrebbe essere quella di ‘andare a casa'”.
“Queste comunità meritano rispetto e una visione di futuro che valorizzi le loro straordinarie bellezze naturalistiche, dal mare alla montagna, non progetti calati dall’alto che ne mortificano le potenzialità per meri calcoli politici”, conclude Currò.


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