“La gara c’è stata, è stata fatta. È ovviamente collegata ai costi del 2025. Ma i costi dei materiali, dell’acciaio, del cemento, dell’energia non sono i costi di 10 anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo. Non è cambiato strutturalmente il progetto, che anzi migliora e migliorerà ulteriormente. Sono cambiati i costi dei materiali dell’energia delle materie prime. Rifare un’altra gara significa dire di no al ponte. L’obiettivo è aprire il cantieri nel 2026“. A dirlo è il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini.
“Sul fatto che il ponte serva – ha aggiunto – mi sembra che anche chi ha più in antipatia Salvini non possa negarlo. Se oggi un treno merci ci mette 180 minuti e con il ponte ce ne metterà 15, se invece di un passaggio auto da 42 euro ne spenderà meno di 10, se invece di aspettare 4 ore d’estate con il motore acceso, inquinando, ci si metterà 12 minuti, è chiaro che serve. Se si creeranno 120.000 unità lavoro durante la costruzione e durante la gestione. 120.000 posti di lavoro sono meglio di un pugno in un occhio. Però, ripeto, furbate non ne facciamo. Abbiamo seguito tutte le norme e convinceremo tutti coloro che stanno eccependo, del fatto che si sta rispettando la legge italiana, la legge europea, parleremo direttamente con tutte le istituzioni europee e conto che al prossimo convegno parleremo di come sono avviati i lavori“.
“Che il ponte sia opera strategica – ha detto il ministro – è stato riconosciuto da tutti. E la stessa Europa, dagli anni ’80, inserisce il ponte nei corridoi strategici che l’Europa ci chiede. A quelli che dicono che l’Europa non vuole il ponte, dico che l’Europa è irritata con l’Italia perché dopo 40 anni non abbiamo ancora fatto il ponte sullo stretto, infrastruttura che rappresenta la chiusura del corridoio europeo Berlino-Palermo”. “Lunedì – ha aggiunto – ci sarà una riunione tecnica con tutti i ministeri a Palazzo Chigi. Io sto incontrando anche docenti universitari e giuristi di primo livello che per passione, gratuitamente, stanno dando il loro contributo per proseguire questo cammino. Entro una settimana saprò essere più preciso su quali saranno i passaggi tecnici. La settimana prossima sarò a Bruxelles, per partecipare al Consiglio europeo dei trasporti dove incontrerò il commissario dei trasporti Apostolos Tzitzikostas che è un amico del gruppo delle infrastrutture del ponte e a me. Non è il ponte di Salvini, chiariamo questo“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?