Ponte sullo Stretto, Federconsumatori: “l’opera non serve alla Sicilia, alla Calabria e all’Italia”

L’associazione sfilerà il 29 novembre contro l’opera, ritenuta insostenibile dal punto di vista economico, ambientale e della sicurezza. “Meglio investire su strade, ferrovie e trasporti per Sicilia e Calabria”

Federconsumatori sarà presente, sabato 29 novembre a Messina, al corteo nazionale per dire no al ponte sullo Stretto. Come associazione di tutela dei diritti dei consumatori, Federconsumatori non può ignorare le tantissime criticità che questo progetto porta con sé: da quelle ambientali a quelle economiche, passando per quelle relative alla sicurezza statica e dinamica di un’opera che non ha precedenti nella storia dell’ingegneria mondiale.

In particolare, Federconsumatori esprime enormi dubbi sui conti economici dell’opera, più volte bocciati dalla Corte dei Conti, e sull’enorme costo finale, che ricadrà su tutti i cittadini italiani. Migliorare la viabilità di Sicilia e Calabria è certamente una priorità del sistema Paese, ma spendere (nella migliore delle ipotesi) 13 miliardi e mezzo di euro per ridurre da 10 ore e mezza a 8 ore e mezza il viaggio in auto da Palermo a Roma, o da 14 ore e mezzo a 12 ore e mezza il viaggio da Catania a Milano, non ha alcun senso.

Un’opera che non sta in piedi da nessun punto di vista, soprattutto quello economico – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori – Le priorità del Paese sono ben altre e le risorse previste per realizzare questa infrastruttura potrebbero essere destinate a contrastare la povertà energetica e la povertà alimentare, ad abbattere le disuguaglianze, a sostenere le famiglie e l’intero sistema produttivo”.

La verità – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosaè che, con o senza ponte, Sicilia e sud della Calabria sono geograficamente troppo lontane dalle città del centro e del nord Italia per giustificare un investimento così grande. Molto meglio, ed è quello che Federconsumatori apprezzerebbe, spendere gli stessi soldi per rifare la viabilità stradale e ferroviaria di queste due Regioni, nelle quali vive l’11% della popolazione nazionale. In Sicilia – conclude La Rosa – abbiamo bisogno di strade interne e ferrovie efficienti per muoverci dentro la Regione in auto e in treno, e di un piano voli ad alta frequenza e con prezzi calmierati per raggiungere il resto d’Italia, d’Europa e del mondo“.

corteo nazionale no ponte