PD-Falcomatà, a Reggio Calabria la Maggioranza resta in apnea: si sposta la data chiave, ma il tempo passa e il futuro rimane un rebus

Nessuna svolta nella seduta odierna: le questioni politiche tornano sul tavolo mercoledì mattina. Le ultime

Avevamo cerchiato in rosso la data di oggi, lunedì 24 novembre, come possibile svolta per quanto concerne il futuro del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, all’interno della delicatissima vicenda che vede il PD ai ferri corti con Falcomatà. Come spiegato in un articolo di qualche giorno fa, si era fatta spazio l’ipotesi di decisioni drastiche in seguito alla Commissione di oggi sulle modifiche allo Statuto delle Circoscrizioni. Secondo indiscrezioni, infatti, in caso di ok nella giornata odierna si sarebbe potuto verificare lo scossone che avrebbe dato la mazzata finale alla stagione politica di Falcomatà. Come? Con la presentazione dei Consiglieri dal Segretario Generale per procedere a una mozione di sfiducia, o comunque alla convocazione di un Consiglio Comunale che avrebbe decretato lo scioglimento anticipato del Comune per mancanza di numero minimo di Consiglieri (ricordiamo che, affinché il Comune si sciolga, è necessario che almeno 17 Consiglieri si dimettano).

La seconda Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Marino (il capogruppo PD che guida la “squadra” dei 7 Consiglieri di Maggioranza scontenti e che ha minacciato di sfiduciare Falcomatà), alla fine si è svolta, oggi, così come richiesto, ma non ha portato ad alcun risultato. La lentezza amministrativa e burocratica, unita alle tensioni in atto, ha costretto a rinviare ogni discorso a mercoledì mattina, giorno in cui si terrà una nuova seduta della Commissione. Oggi, infatti, non era neanche presente il Segretario Generale, che verrà invece convocato mercoledì. Nella seduta, come affermato da Marino, si parlerà anche di Castore, altra questione calda e che ha portato ai contrasti attuali tra PD e Sindaco.

Sindaco che, lo ricordiamo, ben presto decadrà dalla sua carica, avendo iniziato a ricoprire il ruolo di Consigliere Regionale (ma occhio ai ricorsi che potrebbero sparigliare le carte). Al di là del futuro politico di Falcomatà, tuttavia, resta in bilico quello del Consiglio Comunale. La posizione della Maggioranza scontenta resta rigida, almeno pubblicamente: senza azzeramento della Giunta, andranno tutti a casa. E oggi Marino lo ha ribadito: “vorrei evidenziare che da mesi che discutiamo sulle circoscrizioni e che, non essendoci più una maggioranza politica, da qui a poco potremmo andare tutti a casa”. Un ok oggi, è evidente, faciliterebbe il lavoro a chi verrà dopo, in caso di tensioni politiche, ed eviterebbe di rallentare una macchina burocratica che già cammina a passo di lumaca. Per questo è attesa l’approvazione e per questo si vuole provare a chiudere la vicenda il prima possibile, prima di eventuali passi che possano portare alle dimissioni.

Oggi non è stato possibile, però, e dunque anche ogni altro tipo di discorso è stato rimandato, in riferimento alle indiscrezioni sulla presentazione dei Consiglieri dal Segretario Generale. La realtà però, al di là di ipotesi, scenari e dichiarazioni, oggi dice che è passata una settimana da quel caldo Consiglio Comunale, e dice che Falcomatà non si è ancora mosso, se non attraverso un breve comunicato dove apre al dialogo con la Maggioranza. Di contro, Marino e gli “scontenti” continuano a rimanere fermi nelle proprie posizioni, ma attendono le indicazioni dal PD Regionale e, ancor di più, Nazionale. Intanto il tempo passa e, si sa, in politica l’imprevedibilità e i colpi di scena sono dietro l’angolo.

Sullo sfondo, continuano a riproporsi i soliti scenari:

  • un compromesso tra PD e Falcomatà, con qualche modifica in Giunta senza azzerarla. Questo significa arrivare in Primavera concludendo il mandato, con Brunetti Sindaco a prendere le redini di Falcomatà intanto decaduto;
  • mozione di sfiducia o dimissioni di almeno 17 Consiglieri (i 7 scontenti più 10 di Minoranza) in caso di mancati accordi, con scioglimento e arrivo dei Commissari.