Un intervento da decine di milioni di euro, una trasformazione radicale della base navale e un impatto destinato a ridisegnare la Zona Falcata di Messina. È quanto emerge dal progetto del Ministero della Difesa che prevede la realizzazione di un vero e proprio hub strategico della Marina Militare nel cuore dell’area portuale storica della città. Si tratta di un piano di potenziamento logistico, operativo e infrastrutturale senza precedenti per la base messinese.
Il progetto, elaborato dal Segretariato Generale della Difesa e dalla Direzione degli Armamenti Navali, prevede interventi imponenti sia in mare che a terra. La parte più significativa riguarda la costruzione di una nuova banchina di 210 metri, in continuità con quelle già presenti nell’area del Forte e dei pontili Comando e Commissariato.
Questa espansione consentirà di ospitare fino a quattro unità navali di nuova generazione: due pattugliatori d’altura in dislocamento stabile e due in transito. Il nuovo assetto è studiato per accogliere le moderne navi OPV del programma “PPX”, mezzi lunghi quasi 100 metri, dotati di tecnologie avanzate, cannoni Leonardo di ultima generazione e costi che superano i 230 milioni di euro per unità, che dovrebbero essere assegnate dal 2026. L’intervento riguarda anche l’area terrestre della zona, che subirà un cambiamento impattante:
- alcuni edifici verranno ristrutturati, come la storica Palazzina I (Villa Ammiraglio) e il cinema/sala congressi; altri saranno demoliti e ricostruiti da zero, tra cui la palazzina ex Lante, la De Lutti, la palazzina N, i depositi doganali, magazzini, mensa, infermeria e vari impianti sportivi.
- Si procederà inoltre alla riqualificazione dei sottoservizi, dei sistemi di depurazione e delle aree contermini, per garantire alla nuova base capacità logistiche adeguate.
Le preoccupazioni ambientali: il MASE chiede VIA e VIncA
Il Ministero dell’Ambiente – tramite la Direzione Generale delle Valutazioni Ambientali – ha rilevato potenziali impatti significativi e negativi sia in fase di costruzione che di esercizio. Per questo motivo è stato richiesto che l’intero progetto venga sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e alla Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Si tratta di una procedura obbligatoria per opere di tale portata, soprattutto in un’area di valore storico e paesaggistico come la Zona Falcata.
Un progetto che divide l’opinione pubblica, desiderosa di vivere finalmente una zona ricca di storia e bellezza rimasta finora preclusa ai cittadini.
L’opposizione del Partito della Rifondazione Comunista Sicilia e il Circolo “P. Impastato” del PRC Messina
Di seguito la nota stampa delle due sigle: “Per i messinesi la zona Falcata è stata sempre impregnata di miti. Una zona che ha la forma naturale della falce con la madonnina messa nella sua aurea dorata sulla punta a proteggere Messina e i messinesi. Chi arriva a Messina con i traghetti la guarda nella sua bellezza “falcata” e non la conosce realmente come luogo da vivere perché vi hanno accesso solo i militari. Strazianti e pieni di nostalgia alcuni passaggi descrittivi di quel pezzo di mare che troviamo nel mitico Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo.”
“Chi si è avvicinato per esplorare i luoghi ha potuto godere della bellezza del mare e ha sognato di poter prima o poi passeggiare e stare seduto in un possibile parco naturale a leggere o ad ascoltare musica. Un pezzo di Messina a due passi dal centro, vicino a vari istituti scolastici e dipartimenti universitari. Un osservatorio naturale per guardare le stelle e vari fenomeni naturali come quello della Fata Morgana. Un luogo che può accogliere biblioteche e centri studi per la ricerca perché quello spazio è un pozzo senza fondo dal punto di vista architettonico e scientifico.”
“E invece arriva in un silenzio assordante e come un fulmine a ciel sereno il progetto ultramilionario del Ministero della Difesa che renderà quell’area sempre più militarizzata per garantire l’ormeggio di nuove unità navali tipo PPX, che ra orzeranno le capacità di sorveglianza navale nelle acque internazionali e cosa ancora più preoccupante di proiezione avanzata delle forze armate italiane in ambito Nato e extra – Nato. In questa perenne ottica guerrafondaia e di difesa Non è un caso che in fase di sbarchi dei migranti uno di quei moli è diventato un punto per fare attraccare le navi e tenere lontani gli osservatori di associazioni che contestavano la modalità con cui tutto avveniva.”
“Siamo di fronte alla costruzione di un “Hub militare” che avrà come general contractor l’ATI (Associazione Temporanea di Imprese) composta da Fincantieri Infrastrutture Opere Marittime di Genova e Fincantieri Infrastrutture Sociali (FINSO). Il progetto prevede ampliamenti dal lato delle banchine e di conseguenza per mantenere dal punto di vista tecnico le navi saranno necessari ristrutturazioni o nuove costruzioni di magazzini e opere varie.”
“Per chi conosce quella zona esistono già aree destinate ad u ici ed alloggi. Ma di fronte al progetto militare del Ministero della difesa sono piccole cose che vanno ampliate o al massimo destinate ad una ristrutturazione di tipo conservativo come il Cinema e alcuni alloggi già occupati dal personale militare. I tempi previsti sono brevi e Messina sarebbe destinata ad ospitare dal 2026 i pattugliatori di nuova generazione la cui realizzazione è in mano ai più importanti comparti militari ben noti in questo settore come Fincantieri e Leonardo SPA.”
“Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di rendere la Sicilia Hub militare per interessi strategici che invocano guerre permanenti ed economie di guerra. Anche questa volta, come nel caso del Ponte sullo Stretto, interviene un organo di controllo esterno come la direzione del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) che evidenzia il fatto che il territorio non sorreggerebbe opere con un impatto significativo per la fragilità che ha la struttura naturale di Messina già devastata da vari terremoti. Per questi motivi è stato richiesto dalla direzione delMASE che i lavori di adeguamento infrastrutturale della base navale di Messina passino al vaglio della Valutazione di Impatto Ambientale.”
“Il PRC Sicilia e il circolo P. Impastato del PRC di Messina denunciano fortemente questo tentativo di rendere Messina avamposto militarizzato e di distruggere così qualsiasi altro progetto che invece renderebbe la zona Falcata bene comune per i cittadini che da anni invocano l’accesso in uno dei punti più belli della città. Chiediamo a tutte le forze politiche e al Sindaco Federico Basile di intervenire a inchè Messina non subisca l’ennesimo tentativo di snaturare aree che sono preziose per il futuro. Già Messina vive una forte emigrazione e i continui tentativi di appaltare lavori a colossi esterni avallano una politica tesa a colonizzare i territori e a distruggerli. Fermiamo questo ennesimo orrore!” conclude


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?