Mentre l’Italia litiga sul Ponte sullo Stretto, l’Europa accelera sull’Alta Velocità: nasce il piano per viaggiare da Monaco a Roma in 6 ore

Nasce il nuovo piano d’azione per l’Alta Velocità ferroviaria presentato dalla Commissione Europea. Si tratta di una vera e propria Alta Velocità Europea, che avrebbe l'obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza tra le grandi città del continente

Mentre l’Italia litiga sul Ponte sullo Stretto, e sul progresso in generale, l’Europa ribadisce ancora una volta la sua volontà di sviluppo intermodale e connesso. D’altronde, lo sappiamo, è in primis l’Europa a volere il Ponte sullo Stretto, un’opera che non ha di certo l’obiettivo – come qualcuno semplicisticamente vuole far credere – di avvicinare Reggio Calabria a Messina, e basta. Sulla base di questo ragionamento nasce il nuovo piano d’azione per l’Alta Velocità ferroviaria presentato dalla Commissione Europea. Si tratta di una vera e propria Alta Velocità Europea, che avrebbe l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza tra le grandi città del continente.

Alcuni esempi? Secondo le stime che arrivano da Bruxelles, entro il 2040 sarà possibile viaggiare da Monaco di Baviera a Roma in 6 ore, contro le attuali 9 ore e mezza, oppure da Tallinn a Riga in un’ora e 45 minuti e da Riga a Vilnius in 2 ore, tempi oggi 3 volte più lunghi. Il piano si inserisce all’interno della rete transeuropea di trasporto (Ten-T), quella che si è prefissata lo scopo di collegare i principali nodi a una velocità pari o superiore ai 200 km/h, con l’ambizione di raggiungere, dove possibile, anche i 250 km/h. Ed è proprio nella Ten-T che si inserisce anche il progetto del Ponte sullo Stretto, la cui costruzione garantirebbe un risparmio di tempo nell’attraversamento europeo dell’Alta Velocità, rispetto a quello attuale.

Le 4 linee principali e i costi del piano

Il piano europeo si articola in 4 linee principali:

  • eliminare le strozzature transfrontaliere entro il 2027;
  • creare una strategia di finanziamento coordinata con Stati membri, industria e istituzioni finanziarie;
  • migliorare il contesto normativo per attrarre investimenti e innovazione nel settore;
  • rafforzare la governance europea, favorendo la cooperazione tra gestori infrastrutturali e la standardizzazione delle autorizzazioni.

I costi di completamento della rete Ten-T richiederebbero un esborso di 345 miliardi di euro entro il 2040, mentre l’estensione a linee capaci di superare i 250 km/h potrebbe portare l’investimento complessivo a 546 miliardi entro il 2050. Ecco perché, oggi, ancor di più, il Ponte sullo Stretto serve, affinché l’Italia, e ancor di più l’estremo Sud Italia, si riallinei non soltanto al resto del paese, ma diventi uno snodo cruciale e futuro di tutta l’Europa.