Una lettera a Ballarino. Un messaggio. Che è anche un consiglio. Proviene da Stream Amaranto, pagina di tifosi e appassionati della Reggina. Riguarda una voce che gira, in queste ore. “Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io. È arrivato il momento che la città aiuti il patron a prendere coscienza di quanto a tutti è ovvio sin dai primi tempi del suo insediamento. Il nemico, quello vero, Ballarino ce lo ha in casa. Lei, patron Ballarino, ha spesso e volentieri nei suoi famosi interventi puntato il dito contro un paio di testate, accusandole di aver detto falsità sul suo conto. Ha puntato il dito contro il sindaco (ironico, vero?) accusandolo di non essere presente e di non aver saputo apprezzare il lavoro svolto. Ha accusato l’ambiente, ha accusato anche i calciatori stessi di scarsa professionalità” comincia la lettera.
“Non ha mai scelto di assumersi la responsabilità dei continui disastri ascrivibili alla sua gestione. E va bene così, tanto non avendolo fatto fino a oggi non mi aspetto che la quinta sconfitta in 10 gare le faccia cambiare approccio a riguardo. Ma un’altra cosa che non ha mai fatto è stata quella di mettere in discussione, o meglio mandare via senza ringraziamenti, la principale figura che le ha causato problemi.
In città corre voce che sia pronta una “cascitta”. Lei non è di Reggio, magari chieda al collega Minniti cosa significa. Non so se anche nella sua Catania si usa questo modo di dire. In ogni caso, credo sia il caso di non prenderci in giro: lo so io come lo sa lei che la sua avventura a Reggio sia giunta all’ammazzacaffè, e che non esiste alcuna chance di riconciliazione. Noi per primi siamo stati solerti nell’invitarla a riconsegnare il giocattolo, in quanto già da novembre del 2023 alla luce della disfatta interna col Real Casalnuovo avevamo visto da parte sua e della sua posse una inconfutabile inadeguatezza di fronte alle responsabilità che avevate scelto di prendervi. E questo invito non mancheremo mai di rinnovarlo, ogni volta che possiamo”.
“Mandi via quel dirigente, il peccato originale”
“Però a una condizione: chiunque venga dopo di lei deve necessariamente azzerare i piani dirigenziali. Senza alcun superstite. Senza alcuna eccezione. Ecco, parlavamo di “cascitta”. E di nemico in casa. La voce che gira in città la sanno ormai tutti. Forse tutti tranne lei, che nemmeno ormai si degna più di assistere alle partite al Granillo. Il suddetto nemico in casa è pronto a prospettarle una facile via di uscita, così da salvaguardarla da ulteriori critiche e contestazioni. Sembrerà un gesto di amicizia, ovviamente. Lei questo lo deve sapere: è venuto a Reggio mostrando arroganza, come se dopo 9 anni di Serie A servisse il suo arrivo a farci vedere del calcio come si deve. Non se ne vada da “preso per il culo” oltre che sconfitto. Vada via, perché è giusto che vada via. Ma almeno a testa alta, e non col pugnale nella schiena. Alzi la testa, e inizi a rimuovere dalla Reggina il vero male di questa sua avventura. Il suo peccato originale”.
“Mandi via il dirigente sotto il quale i calciatori hanno scioperato. Mandi via il dirigente che si iscrisse in C con una fideiussione non valida. Mandi via il dirigente che aveva un’istanza di fallimento pronta per essere accolta per non aver pagato un legale. Mandi via il dirigente che è il denominatore comune di ogni Reggina che ha perso la faccia contro paeselli vari. Mandi via il dirigente sotto il quale la Reggina ha visto farsi espugnare il fortino di casa da Leonfortese, Città di Scordia, Città di Sant’Agata, Rende, Vigor Lamezia, Real Casalnuovo, Gelbison, Cavese. Mandi via quello che, a ogni titolo, è e sarà sempre il peggior dirigente della storia del calcio reggino. Mandi via il nemico che ha in casa.
“E quando darà via la Reggina faccia mettere per iscritto nel contratto di vendita che chiunque venga dopo di lei non possa, a nessuna condizione, reintegrare il suddetto dirigente. Nemmeno come consulente esterno, nemmeno come sponsor. Se possibile, gli vieti finanche di accedere allo stadio. Faccia questo. E dopo averlo fatto potrà sì, a quel punto, dire di aver salvato il calcio a Reggio” si conclude la lettera, che non fa il nome. Il riferimento però è chiarissimo: è l’attuale DG, Giuseppe Praticò.


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