“La cena degli eroi”, foto di gruppo e frasi ad effetto: così la Reggina sta offendendo (ancora) l’intelligenza dei tifosi

Occorre non dimenticare mai, mai, il fatto che la Reggina oggi stia lottando per non retrocedere in Eccellenza. Però per la società va tutto benissimo: cene, frasi ad effetto e asini che volano...

Ci sembra anche antipatico stare a ribadirlo di continuo, quasi ogni giorno, ma soprassedere è impossibile. E’ impossibile di fronte a frasi, gesti, atteggiamenti, parole. Occorre non dimenticare mai, mai, il fatto che la Reggina oggi stia lottando per non retrocedere in Eccellenza. Occorre ricordare come già il terzo anno di Serie D consecutivo rappresenti un unicum nella storia, un disastro sportivo che diventa dramma pieno, tragedia, se pensiamo che lo stesso sia il peggiore di sempre in oltre 110 anni, peggiore persino delle più nefaste partenze, quelle con Cozza nell’anno di Praticò e quella con Trocini della fu Fenice Amaranto.

Però, a sentir loro, va tutto benissimo. I fatti ci sono, gli stipendi sono pagati, questa è una società seria, organizzata, perfetta e vinceranno il campionato. Ma sì dai, in Serie B ci può stare, è la dimensione di Reggio e anche avere l’ambizione di vincere la B ci può stare. Ah no, non è la B? Già, è la Serie D. Per far vedere alla piazza – che ama incondizionatamente questa proprietà, c’è poco da dire – che sia tutto a posto, la società e la squadra si sono riunite insieme per una cena di gruppo. E ce lo hanno anche fatto sapere. Con le foto postate sui social dai dirigenti e con delle frasi che sembrano uscite da “Il Gladiatore”. “Mollare è da codardi, crederci è da uomini. Ripartiamo da qui, uniti fino alla fine”.

Frasi ad effetto, “cene da eroi”, manco fosse la vigilia di uno spareggio salvezza in Serie A. E pensare che frasi del genere, e atteggiamenti del genere, proprio in Serie A non li ricordiamo. Non ricordiamo di parole ad effetto di Lillo Foti nei momenti difficili, dopo sconfitte in serie, prima di partite da dentro o fuori. Eppure lui, in Serie A, se le poteva permettere. Qui stiamo parlando di Serie D, di zona playout, di rischio retrocessione, di giocatori che dopo pochi mesi chiedono di andare via (e non è il primo anno) e in questi casi l’unica cosa da fare sarebbe nascondersi, altro che “va tutto bene”. Volete cenare tutti insieme? Bene, non fatelo sapere alla città, dal momento che vi è totalmente invisa. E non utilizzate frasi a effetto: state solo offendendo, per l’ennesima volta, l’intelligenza di tifosi e cittadini.

Cena Reggina