Il revisionismo di Hamas: il massacro del 7 ottobre 2023 è colpa… di Israele

Secondo Ali Baraka, uno dei nuovi leader di Hamas con base a Beirut, il massacro del 7 ottobre 2023 è colpa di Israele e di chi lo appoggia

I “responsabili” della guerra con Israele iniziata il 7 ottobre 2023 sono “gli occupanti sionisti e chi li sostiene“. È quanto dichiarato da Ali Baraka, uno dei nuovi leader di Hamas con base a Beirut, intervistato da “Cinque Minuti” su Rai Uno. Baraka ha sostenuto che “la guerra non è iniziata il 7 ottobre” e che “le uccisioni non si sono mai fermate” dal 1948. “Ci sono 70.000 palestinesi martirizzati in questa guerra, la maggior parte donne e bambini, uccisi dall’esercito israeliano sostenuto dagli Stati Uniti“, ha dichiarato.

Baraka ha poi rivendicato la natura globale del movimento: “Hamas esiste ovunque si trovi il popolo palestinese. È nato nella Striscia di Gaza nel 1987, ma poi si è diffuso“. Il gruppo oggi “ha un’ala politica che cura le relazioni internazionali e un’ala militare in Palestina che conduce operazioni contro le forze israeliane di occupazione“.

In merito alle esecuzioni pubbliche a Gaza, Baraka sostiene che “sono stati eseguiti dalla polizia palestinese contro ladri, agenti dell’occupazione e chi rubava gli aiuti umanitari“, affermando che le esecuzioni avevano lo scopo di “impartire una lezione“. Quanto alla prospettiva di una soluzione a due Stati, ha accusato il premier israeliano: “Netanyahu ha dichiarato più volte che non accetterà uno stato palestinese a ovest del Giordano. È il governo israeliano a impedirlo. Noi abbiamo diritto a uno Stato con Gerusalemme capitale“. E sul ruolo di Donald Trump: “non è questione di fiducia. L’unica a poter influenzare Israele è l’amministrazione americana. E oggi è Trump“.