Gli USA hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu a sostegno del piano di pace di Donald Trump a Gaza. Nella bozza si parla di una Forza di stabilizzazione internazionale nella Striscia di Gaza operativa fino a tutto il 2027. A riferirne è il quotidiano israeliano ‘Ha’aretz’ che cita una fonte a conoscenza del testo. La Forza di stabilizzazione, secondo la stessa fonte, risponderà ad “un comando unificato” ed opererà “in consultazione con l’Egitto e Israele” insieme ad una nuova forza di polizia palestinese.
La Forza, aggiunge, contribuirà a proteggere le aree di confine e a smilitarizzare la Striscia di Gaza, anche smantellando le infrastrutture terroristiche e offensive e impedendone la ricostituzione. La forza proteggerà anche i residenti di Gaza e garantirà la sicurezza delle operazioni umanitarie.
I dettagli della bozza e i compiti dell’Isf
La bozza costituirà la base per i negoziati dei prossimi giorni tra i membri del Consiglio di Sicurezza, con l’obiettivo di votare per la sua adozione nelle prossime settimane e dispiegare le prime truppe a Gaza entro gennaio. “Axios”, citando un funzionario USA, spiega che la bozza, il cui contenuto è considerato “sensibile” ma “non secretato“, conferirebbe agli Stati Uniti e agli altri paesi partecipanti un ampio mandato per governare Gaza e garantirne la sicurezza a tutto il 2027, con possibilità di proroga.
La Forza di sicurezza internazionale (Isf) sarà “di enforcement (imposizione) e non una forza di mantenimento della pace“. La forza coinvolgerà truppe di diversi paesi partecipanti e sarà istituita in consultazione con il “Board of Peace” di Gaza, che Donald Trump ha detto che presiederà.
La Isf dovrebbe occuparsi della protezione dei confini di Gaza con Israele ed Egitto, proteggere i civili e i corridoi umanitari e addestrare una nuova forza di polizia palestinese, con la quale collaborerà nella sua missione. La Forza “stabilizzerà l’ambiente di sicurezza a Gaza garantendo il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza, compresa la distruzione e la prevenzione della ricostruzione delle infrastrutture militari, terroristiche e offensive, nonché lo smantellamento permanente delle armi dei gruppi armati non statali“.
Questo – sottolinea Axios – suggerisce che il mandato includa il disarmo di Hamas, se il gruppo o elementi al suo interno non lo fanno volontariamente. La bozza dice anche che l’Isf si assumerà “compiti aggiuntivi che potrebbero essere necessari a sostegno dell’accordo di Gaza“.
La Forza internazionale ha il compito di garantire la sicurezza a Gaza durante un periodo di transizione durante il quale Israele si ritirerà gradualmente da altre parti della Striscia, e l’Autorità Palestinese condurrà riforme tali da consentirle di prendere il controllo di Gaza a lungo termine. Paesi come Indonesia, Azerbaigian, Egitto e Turchia hanno manifestato la volontà di contribuire alla Forza.
La bozza di risoluzione stabilisce che la Isf si schiererà a Gaza “sotto un comando unificato accettabile per il Board of Peace“. La sua istituzione e le sue operazioni avverranno “in stretta consultazione e cooperazione con l’Egitto e Israele“. La Forza avrà il potere “di utilizzare tutte le misure necessarie per svolgere il suo mandato in conformità con il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario“.
La bozza di risoluzione chiede anche l’attribuzione al Board of Peace del compito, in qualità di “amministrazione di governance transitoria” di stabilire le priorità e raccogliere fondi per la ricostruzione di Gaza, fino a quando l’Autorità Palestinese “non avrà completato in modo soddisfacente il suo programma di riforme“. Secondo il testo, il Board of Peace “supervisionerà e sosterrà un comitato tecnocratico palestinese apolitico di figure palestinesi competenti della Striscia… che sarà responsabile delle operazioni quotidiane del servizio civile e dell’amministrazione di Gaza“. Il Board of Peace, secondo la fonte citata da Axios, sarà operativo prima che venga istituito il comitato tecnocratico.
La bozza dice anche che gli aiuti saranno consegnati dalle organizzazioni che lavorano con il Board of Peace, tra cui l’Onu, la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa. Qualsiasi organizzazione che abusi degli aiuti o contribuisca a deviarli sarà bandita.


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