L’autorevole quotidiano Financial Times elogia il Governo guidato dal Premier Giorgia Meloni. “L’Italia, spesso liquidata in passato come l’anello debole dell’Europa, è diventata una storia di successo. Questo è dimostrato chiaramente dal verdetto degli investitori. Il suo mercato azionario ha superato i concorrenti continentali negli ultimi cinque anni, con l’indice di riferimento FTSE MIB in rialzo di circa il 120%, contro un rialzo del 60% per l’indice FTSE Eurofirst 300 del mercato europeo più ampio. I mercati obbligazionari raccontano una storia simile”. E’ quanto scrive Stefano Caselli, professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università Bocconi di Milano. Il professore riconosce come vari fattori combinati insieme la stabilità, la credibilità fiscale, la vitalità industriale abbiano dato vita “a un circolo virtuoso che ha reso l’Italia un modello per l’Europa intera”.
“Portare il rapporto tra deficit e Pil al di sotto del 3% è un obiettivo ambizioso”
“Portare il rapporto tra deficit e Pil al di sotto del 3% è un obiettivo ambizioso che – secondo il Financial Times – potrebbe tradursi in un miglioramento del rating creditizio nazionale e in una riduzione dei costi di finanziamento del debito. Ma il vero banco di prova –sottolinea il quotidiano londinese- sarà la nuova legge sul mercato dei capitali, attualmente in fase di approvazione parlamentare. Si tratta di una riforma sistemica, che intende semplificare il quadro normativo e convogliare i risparmi privati verso investimenti produttivi. L’obiettivo è creare un ponte tra il risparmio delle famiglie e la crescita delle imprese, favorendo un ambiente più competitivo per private equity, venture capital e Pmi quotate. La sfida è culturale oltre che normativa: spingere gli italiani, tradizionalmente prudenti, a destinare una parte dei risparmi oggi fermi per oltre 1.700 miliardi di euro sui conti correnti a investimenti produttivi. Un’occasione per sbloccare capitali freschi, trasformandoli in motore di crescita”.
“Non si tratta solo di un cambiamento di opinione sul miglioramento della posizione fiscale dell’Italia, ma di un cambiamento politico. Se l’Europa saprà fare tesoro dell’esperienza italiana – conclude il quotidiano – potrà avviare una nuova stagione di competitività e innovazione. In caso contrario, rischierà di perdere terreno rispetto ai giganti globali”.



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