Hamas ‘sbaglia’ ancora. I corpi consegnati alla Croce Rossa nella giornata di ieri, successivamente trasferiti a Israele, non sono degli ostaggi morti rapiti il 7 ottobre 2023. “Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), in qualità di intermediario neutrale, ha collaborato, su richiesta e con l’approvazione di entrambe le parti, alla restituzione dei resti di tre corpi alle autorità israeliane. Il processo di identificazione è di competenza delle autorità competenti in Israele e sarà da queste effettuato.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa non partecipa alla localizzazione delle salme. In conformità con il diritto internazionale umanitario, è responsabilità delle parti localizzare, raccogliere e restituire i defunti. Le parti devono adoperarsi per contribuire al loro ritorno alle famiglie. Il Cicr può svolgere il suo ruolo di intermediario neutrale solo attraverso la cooperazione di tutte le parti interessate e nel quadro dell’accordo vigente“, si legge nella dichiarazione del Cicr.
Secondo quanto riporta il “Times of Israel”, dalle analisi effettuate da parte dell’istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv però, è venuto fuori che i resti non appartengono a ostaggi israeliani. Un altro ‘errore’ da parte di Hamas che, ormai, non sembra più in grado di consegnare i corpi degli ostaggi a Israele, rispettando il primo punto degli accordi di pace che ha firmato. La mancata restituzione degli ostaggi rappresenta una violazione flagrante degli accordi e, se prolungata, può legittimare Israele a riprendere la guerra.



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