Errori ed orrori, Acireale-Reggina è da “scapoli e ammogliati”: lo scontro Playout finisce 1-1

Finisce 1-1 una partita che ha visto un primo tempo inguardabile, da parte degli amaranto, che nella ripresa hanno sbagliato l'impossibile sia davanti che dietro

La sagra degli errori. E degli orrori. Un’infinità. Continua. La Reggina riesce a strappare un preziosissimo punto salvezza nello scontro playout in casa dell’Acireale. Finisce 1-1 una partita che ha visto un primo tempo inguardabile, da parte degli amaranto, che nella ripresa hanno sbagliato l’impossibile sia davanti che dietro. Barillà e compagni non sono riusciti ad avere la meglio di una squadra che aveva giocato anche mercoledì, e che quindi aveva una gara in più sulle gambe, la terza in sette giorni.

La partita

Le belle parole di mister Torrisi, oggi nient’altro che filosofia spicciola, si scontrano – come al solito – con la realtà. La realtà di una squadra sfilacciata, lunga, disattenta, imprecisa, svogliata, non convinta. Ora con Torrisi, ieri con Trocini. Gli errori, anzi gli orrori, sono continui, da una parte e dall’altra. Il più clamoroso, quello di Fomete, che nel tentativo di consegnare il pallone a Lagonigro, lo regala agli avversari, che colpiscono il palo. Sarebbe stato il 2-0. Sì, perché intanto la Reggina era già andata in svantaggio, sempre per un errore: piazzato, Lagonigro legge male i tempi dell’uscita, Samb di testa segna a porta vuota. Era passato un quarto d’ora, come a Messina.

Anche questa volta, la sensazione che l’avversario non fosse così irresistibile. D’altronde, è in zona playout. Ma anche la Reggina lo è e, oggi, sono davvero in poche le squadre che hanno fatto peggio degli amaranto, non solo dal punto di vista dei risultati. Lo si vede dagli errori banali, lo si vede dalle gaffe nelle rimesse laterali o nei disimpegni difensivi, come una sanguinosa palla persa da Blondett. Così si chiude il primo tempo. 1-0.

L’inizio della ripresa si apre con un chiaro segnale di Torrisi: all’intervallo fuori Fomete e Blondett, gli autori dei due orrori che l’Acireale non ha tuttavia saputo sfruttare per il raddoppio. Dentro Adejo e Grillo, anche per provare ad aumentare la pericolosità offensiva. La scelta paga: Grillo scambia bene con Edera e batte il portiere, 1-1 all’ora di gioco. Se il pari regala un po’ di fiducia agli uomini offensivi, dietro lo scempio continua: difesa apertissima, errori su errori e Acireale ancora a graziare gli amaranto, a dimostrazione del quadro da “scapoli e ammogliati” regalato dalla sfida. Anche perché, dall’altra parte, sbagliano anche gli attaccanti amaranto. Un’infinità di errori, sia in fase difensiva che in attacco, ma per i padroni di casa c’è una scusante: hanno giocato mercoledì contro il Paternò; per loro era dunque la terza gara in sette giorni e la stanchezza si è infatti fatta sentire nei minuti finali.

Minuti finali che regalano squadre lunghissime, un Acireale stanchissimo e a difesa del pari, una Reggina incapace di metterla dentro. Finisce 1-1 una partita che, per gli errori commessi, è anche troppo – forse – per essere da Serie D. La Reggina continua ad annaspare in zona playout. Oggi disputerebbe gli spareggi per non retrocedere.