NCC, Occhiuto ottiene un grande successo sulla Calabria alla Corte Costituzionale: “è battaglia liberale, più mercato vuol dire più concorrenza”

La Corte costituzionale stabilisce che lo Stato ha oltrepassato le proprie competenze nella regolazione del servizio di noleggio con conducente, materia di competenza regionale sul trasporto pubblico locale

Non spetta allo Stato adottare atti che impongono obblighi e divieti agli esercenti il servizio di noleggio con conducente (NCC), che siano tali da perseguire con mezzi sproporzionati il fine concorrenziale di garantire che i soli taxi possano rivolgersi a una utenza indifferenziata. Valicando i limiti della competenza statale nella materia “tutela della concorrenza” e regolando l’esercizio del servizio NCC, lo Stato ha invaso la materia di competenza regionale “trasporto pubblico locale“. È quanto si legge nella sentenza numero 163, depositata oggi, con cui sono stati accolti i conflitti di attribuzione tra enti promossi dalla Regione Calabria contro il decreto interministeriale numero 226 del 2024 e le relative circolari attuative.

Ncc, Occhiuto: “Calabria vince battaglia liberale, più mercato vuol dire più convenienza”

Sugli Ncc la Regione Calabria vince ancora in Corte Costituzionale e si intesta una sacrosanta battaglia liberale. Più concorrenza e più mercato sono concetti che si traducono in più opportunità e più convenienza per i cittadini e per chi vuole fare impresa“. Lo scrive su X Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia. Nella sentenza numero 163, depositata oggi dalla Corte costituzionale, sono stati accolti i conflitti di attribuzione tra enti promossi dalla Regione Calabria contro il decreto interministeriale numero 226 del 2024 e le relative circolari attuative. Per la Corte Costituzionale “non spetta allo Stato adottare atti che impongono obblighi e divieti agli esercenti il servizio di noleggio con conducente (Ncc), che siano tali da perseguire con mezzi sproporzionati il fine concorrenziale di garantire che i soli taxi possano rivolgersi a una utenza indifferenziata. Valicando i limiti della competenza statale nella materia ‘tutela della concorrenza’ e regolando l’esercizio del servizio Ncc, lo Stato ha invaso la materia di competenza regionale ‘trasporto pubblico locale’“, si legge.