Consorzio Acquedotto Vina di Palmi, il CdA risponde a FP CGIL: “stipendi pagati ma non grazie al sindacato, è ora di dire la verità”

Il CdA del Consorzio Acquedotto Vina di Palmi risponde alla nota stampa della FP CGIL

“In relazione alle recenti dichiarazioni che attribuiscono al sindacato FP CGIL il merito del pagamento delle mensilità arretrate, riteniamo doveroso chiarire alcuni punti essenziali a tutela dei lavoratori e della verità dei fatti. Le mensilità arretrate – tre e non quattro, come talvolta riportato – sono state corrisposte sulla base delle iniziative amministrative avviate dal CdA in relazione all’indisponibilità delle somme, pur gravate da vincolo di impignorabilità ex art. 159 d.lgs. 267/2000, come da apposita delibera. Non certo grazie a interventi del sindacato”. Così il CdA del Consorzio Acquedotto Vina di Palmi risponde alla nota stampa della FP CGIL.

“Non è per qualche articolo apparso sui giornali, né per le iniziative pubbliche del sindacato, che gli stipendi sono stati finalmente erogati. Le azioni realizzate dalla FP CGIL in questa fase si sono rivelate per nulla conducenti né incisive, ma limitate a proteste formali, senza alcun contributo concreto alla soluzione del problema. Dal sindacato ci saremmo aspettati ben altro: proposte operative, un confronto reale, un sostegno attivo alle soluzioni avanzate per tutelare tempestivamente i lavoratori. È importante sottolineare che è stato il CdA e non i lavoratori a sollecitare ripetutamente, a quest’ultimi, l’intervento sindacale, nella speranza di un supporto che non è mai arrivato in modo concreto sui tavoli istituzionali” si legge ancora.

“Il pagamento delle mensilità non è stato per nulla frutto dell’azione del sindacato FP CGIL, ma è da ascriversi all’impegno profuso dal CdA e dalla struttura amministrativa per garantire i diritti dei lavoratori. Non sono gli articoli di giornale a pagare gli stipendi. Dove il sindacato non è intervenuto, lo ha fatto il CdA. Il CdA e la Dirigenza, sono stati presenti in ogni fase, inclusi gli incontri con i lavoratori, i tavoli istituzionali e la stessa giornata di sciopero contrariamente a quanto particolarmente riportato in un articolo diffuso dalla FP CGIL, in un dialogo sempre rispettoso dei diritti del personale”.

“Ci saremmo attesi che, prima della diffusione pubblica di notizie così rilevanti, fosse rispettato un passaggio istituzionale, come segno di correttezza verso l’Ente e verso i lavoratori. Abbiamo scelto il silenzio per responsabilità, non per disinteresse. Abbiamo lavorato con discrezione, consapevoli che i risultati contano più delle dichiarazioni, già inevitabilmente e parzialmente smentite. Oggi, però, è doveroso correggere ricostruzioni inesatte. Perché tacere davanti a rappresentazioni scorrette rischia di offendere l’impegno di chi, anche nelle difficoltà, ha continuato a lavorare per garantire soluzioni concrete”.

“Non è una rivendicazione: è una questione di verità e rispetto. A tutti i dipendenti va un sentito ringraziamento per il costante impegno profuso, anche in un contesto di difficoltà operative ed economiche, per garantire la continuità del servizio. Desideriamo ribadire che la priorità dell’Ente è e rimane la tutela dei lavoratori, la regolare corresponsione delle retribuzioni e la continuità del servizio pubblico” si chiude la nota.