Il nuovo allenatore della Reggina, Alfio Torrisi, si è presentato a stampa e tifosi nel corso della conferenza di questo pomeriggio, presso la “Sala Nakamura”, al centro sportivo Sant’Agata. Subentrato a Bruno Trocini, esonerato, l’ex Trapani ha assistito dalla Tribuna alla sfida contro la Nocerina di Coppa Italia, persa per 2-3. Tante le grane da risolvere, a partire da una classifica complicata, da una squadra sfilacciata e da un ambiente totalmente deluso e arrabbiato, in contestazione con la proprietà.
A introdurre il mister, il direttore dell’area tecnica Pippo Bonanno, seduto al fianco dell’allenatore. “E’ da molto che non parliamo, nei prossimi giorni faremo qualsiasi tipo di analisi riguardante la gestione precedente, anche perché è terminato il silenzio stampa. Ma adesso, al momento, inizia un nuovo corso e dobbiamo guardare avanti con entusiasmo e fiducia, tutte cose che ci hanno colpito, del nostro nuovo mister. Io, oltre al ringraziamento a Trocini, passerò la parola all’allenatore”.
Poi la palla passa al tecnico: “esordirei tenendo a ringraziare la società, il Presidente, il patron, i direttori e tutti coloro che hanno lavorato per far sì che io potessi approdare qua. Sono orgogliosissimo di indossare questi colori, questa è una casacca gloriosa e tutti dobbiamo meritare di indossarla. Giro questa osservazione anche ai calciatori. Sono in un club importante, alleno una squadra importante, forte, che purtroppo è in un momento di difficoltà, ma secondo me basta la scintilla per far decollare il valore della stessa. Non è un bel momento, è giusto sottolinearlo. Questa è una piazza che per nove anni, non per un giorno o per caso, ha fatto la Serie A, di cui sette di fila. La società è forte e organizzata. Stanno solo mancando i nostri tifosi, i reggini, motivo che mi ha spinto più di tutti ad accettare questa sfida. Li dobbiamo recuperare, i tifosi. Noi siamo la Reggina e non capita tutti i giorni di allenare questa piazza e allenare in un centro sportivo del genere”.
“La squadra è forte, ripeto, ma non l’ha ancora dimostrato. Ci sono delle individualità forti, ma queste devono diventare squadra. Alla fine della partita contro la Nocerina ho fatto i complimenti ai ragazzi. Non potevo chiedere nulla, perché non avevo ancora fatto allenamenti. Si è andati sotto per 0-3 su tre episodi fortunosi, dove sono stati bravi loro. Al momento siamo dodicesimi, i primi dei playout, ed è normale che arrivi nel mare in tempesta, ma questo non può essere un pretesto. La situazione non è delle migliori neanche a livello fisico, ma per me questa è una delle sfide che mi stimola a lavorare. Del lavoro non possiamo avere paura” ha aggiunto Torrisi.
Tattica, mercato, under, analogie col suo Trapani vincente
“Sotto l’aspetto tattico abbiamo iniziato a lavorare. Io ho un concetto diverso da quello che ha espresso la Reggina finora e in questi anni. Questo non significa che sia quello giusto, ma con lo staff ci stiamo mettendo a lavorare per cercare la squadra. A me piace dominare l’avversario, giocare bene e meglio degli altri. Però su questa cosa si apre un mondo: io per giocare bene intendo una squadra che ha personalità nel portare la palla avanti, una squadra che sa portare una pressione feroce, la generosità di un compagno che vede quello in difficoltà”.
“Abbiamo tanti giocatori offensivi importanti, tra cui un grande attaccante, che si chiama Adriano Montalto. 4-2-3-1 o 4-3-3? Cambia poco. Di certo dobbiamo cambiare una cosa: uno dei difetti della squadra è stato il riempimento non buono dell’area di rigore”.
“Io non mi sento di parlare di mercato oggi. Non perché non ce n’è bisogno, ma perché ancora non posso giudicare la squadra. Sono arrivato io e si è azzerato tutti: non ci sono gerarchie, non ci sono titolari. Ripeto: la squadra è forte, ma anche nel calcio sono i numeri a contare”.
“Analogie col mio Trapani? C’è tanta gente che ha fatto la Serie A, qui come a Trapani. Gente che ha giocato all’Olimpico, a San Siro, e anche a Trapani c’erano calciatori con trascorsi importanti”.
“Gli under? L’idea è chiara: gli under sono in quei ruoli, negli esterni, nei due portieri, nella mezz’ala, nell’esterno d’attacco. Ma non posso ancora giudicare gli under, così come gli over”.
“Il girone I di Serie D? Difficile, come sempre, e livellato verso l’alto, ma sono gli altri a dover pensare e capire che in questo girone c’è la Reggina. Se non lo pensano, se non hanno timore il sabato sera, alla vigilia, allora abbiamo perso in partenza. Dobbiamo recuperare il nostro nome”.
Il pensiero sui tifosi
Sui tifosi, il nuovo allenatore è realista: “i tifosi hanno ragione a contestare. La posizione attuale è inaccettabile, rispetto ai nove anni di Serie A. Ma senza tifosi questa squadra non può vincere. Per questo noi ci alleneremo a porte aperte, non ci saranno più allenamenti a porte chiuse. La tifoseria che ha la Reggina qui non ce l’ha nessuno, è la piazza migliore del girone e una delle migliori della Serie D. Quando sono venuto a giocare qui, col Trapani, ho visto che per alcuni minuti la Curva si è accesa e io mi sono sentito piccolo piccolo”.
“Io ho scelto di vivere al centro sportivo, perché non c’è tempo. Il Lungomare di Reggio Calabria è bello, ma mi auguro di potermelo godere in estate. Vivendo al Sant’Agata, dunque, avrò modo di osservare anche il settore giovanile” ha continuato Torrisi.







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