Oggi a Rai 3, nel corso della trasmissione Agorà, il l’Amministratore Delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci ha commentato la decisione della Corte dei Conti in merito al Ponte sullo Stretto. Ciucci, presente in studio, ha dovuto controbattere ad alcuni dati errati e confusionari di Alfonso Pecorario Scanio, ex Ministro dell’Ambiente che nel 2006 definanziò il progetto. “Otto anni è il tempo previsto per la costruzione, questo dice il contratto con Eurolink, un consorzio dove è presente il colosso Webuild. Poi ci sono i giapponesi, gli spagnoli, la COWI danese. Tutta gente che sa fare ponti e che li ha realizzati in tutto il mondo” ha detto Ciucci.
“La Corte ha presentato un elenco di approfondimenti, noi abbiamo risposto in tempi rapidi, la Corte ha ancora rinnovato alcune richieste e l’altro ieri c’è stata la decisione di ricusazione del visto, ma mancano le motivazioni. Mi ha sorpreso la decisione, perché ritenevamo di aver dato tutte le risposte e i chiarimenti, ma evidentemente c’è qualcosa che non ha convinto la Corte. Noi riteniamo, senza presunzione e arroganza e senza volontà di battaglie contro la Corte, di aver fatto tutte nel rispetto delle norme italiane ed europee”.
La versione (confusionaria) di Pecoraro Scanio e la replica di Ciucci
A seguire, l’intervento di Pecoraro Scanio: “il tono di Ciucci è più educato rispetto a quello isterico del Governo nei confronti della Corte dei Conti. Io non ho nessun pregiudizio rispetto al concetto di Ponte. Nel 2006 però definanziai il progetto, da Ministro dell’Ambiente, per problemi sismici e strutturali, non per capriccio. Il progetto era del 1992, quello ideato da Brown. Tra l’altro Prodi (Presidente del Consiglio di allora) non era un economista di Greenpeace, ma anzi affezionato a tutte le mega opere industriali. Il progetto però è sgangherato, fatto male. La preoccupazione, legittima, è per un progetto che sembra forzato per cercare di fare una opera propagandistica”.
I dati dell’ex Ministro sono sbagliati, così come le date e le motivazioni. Insomma, numeri fuorvianti e confusionari. Ciucci lo fa notare: “Pecoraro Scanio ha fatto un po’ di confusione tra dati e numeri. Il progetto è talmente ricco di elaborati e numeri che è facile scambiare numeri e dati. Nel 1992 Brown ideò la soluzione ‘Messina Style’, che tiene conto della velocità del vento. Il ‘Messina Styile’ è quello che viene copiato per i progetti di tutti i ponti sospesi. Il nostro progetto non è quello del 1992, quella era un’idea. Il progetto è stato approvato nel 2011 e aggiornato nel 2024. Non mi risulta che il blocco del 2006 fosse basato su valutazioni di tipo economico. Ricordo che il Ministro Bianchi allora, un minuto dopo il giuramento, disse che il Ponte non si doveva fare”.
Interviene di nuovo Pecoraro Scanio, che però farfuglia, cambia argomento, non sa che dire: “io dico che tutti i dati che ho dai tecnici, perché sono ingegneri…” e poi cambia argomento: “io penso che sia importante convocare professori universitari seri, perché buttare il danaro pubblico in un progetto in cui ci sono tante preoccupazioni…”. E cambia ancora: “le banche sono scomparse perché il progetto è considerato economicamente insostenibile. Mentre noi abbiamo la necessità di avere ferrovie, strade, infrastrutture, scuole, buttare soldi per un Ponte… poi non esiste al mondo un Ponte sospeso di 3 chilometri, ma tutti i dati tecnologici dicono altro”. Insomma, per non sbagliare Pecoraro Scanio si affida al solito benaltrismo, non rispondendo però ai dati precisi forniti da Ciucci, che evidenzia come dietro il progetto non ci siano degli sprovveduti, e che lo stesso sia stato approvato e poi riaggiornato di recente.
“Se lei vuole ci incontriamo e le illustro tutta la documentazione. Lei può fare delle considerazioni politiche, ma non può contestarmi i dati tecnici, che non sono quelli che le hanno raccontato. I nostri professori sono seri e hanno costruito ponti analoghi in tutto il mondo. Noi andiamo avanti, perché così ci ha detto il Governo. D’altronde, l’impegno ce lo ha dato il Parlamento” ha poi concluso Ciucci.


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