“Gli strali lanciati contro la Corte mostrano solo disperazione. Senza la retorica del Ponte il governo resta con un pugno di mosche in mano. E si avvicina il suo addio“, dice il deputato Pd Roberto Morassut osservando che “la Corte dei Conti ha demolito il non-progetto del Ponte sullo Stretto” e che “come avevo previsto due anni fa, il governo Meloni sarebbe potuto cadere sul Ponte o dal Ponte. E ci siamo quasi“. “Questo pronunciamento così rigoroso e indipendente – prosegue – dimostra la nullita’ del governo e di chi lo dirige. Giorgia Meloni, invece di prendersela con la Corte dei Conti, dovrebbe prendersela con i suoi collaboratori e con i suoi ministri pasticcioni, a cominciare dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini“.
Nel delirio della sinistra che gioisce per il tentativo dei magistrati di bloccare la grande opera che rilancerebbe il Sud Italia, dando lavoro e sviluppo, c’è anche Bonelli che chiede le dimissioni di Salvini. “La pronuncia della Corte dei Conti è netta: l’iter del Ponte sullo Stretto è illegittimo. È quanto denunciamo da mesi e oggi ne abbiamo la conferma. Il ministro Salvini ha tenuto in ostaggio l’Italia con un progetto vecchio di 26 anni, mai validato dagli organismi tecnici dello Stato e in violazione delle direttive europee su ambiente e concorrenza. Per questo deve dimettersi immediatamente“. Lo dichiara Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, in un’intervista a la Repubblica, sottolineando che il Cipess, presieduto da Meloni, “è un organo politico, non tecnico“, e non può essere usato per “ratificare forzature e decisioni già prese in violazione delle regole”. “Il governo – prosegue Bonelli – spende 14 miliardi per un’opera inutile, che ne valeva 3,9, mentre taglia i fondi al trasporto pubblico locale e lascia Sicilia e Calabria senza investimenti su treni, metropolitane e infrastrutture essenziali. È una scelta politica e sociale inaccettabile, che dimostra la totale assenza di priorità per i bisogni reali del Sud“.
Bonelli si dice “indignato e preoccupato” per le parole di Giorgia Meloni, che ha parlato di ‘ennesima invasione dei giudici’: “Attaccare la magistratura significa minacciare le istituzioni dello Stato. La Corte dei Conti ha fatto il proprio dovere, evidenziando problemi che erano sotto gli occhi di tutti. Chi governa dovrebbe rispettare la legalità, non piegarla ai propri interessi“. Il deputato AVS annuncia infine che, se il governo dovesse andare avanti nonostante la pronuncia della Corte, “si assumerebbe una responsabilità enorme anche sul piano civile e personale”. “Il nostro ricorso alla Corte di Giustizia Europea è pronto, e siamo convinti che verrà accolto. Non ci fermeremo: questo non è un cavillo, ma una battaglia per la democrazia, la legalità e le priorità sociali del Paese“.


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