Nella Cappella Sistina si è scritta una pagina di storia: un Papa e un re d’Inghilterra hanno pregato insieme dopo cinque secoli, il momento in cui Enrico VIII decise lo scisma dalla Chiesa di Roma. E’ stato questo questo il momento simbolico della visita di Stato di Carlo e Camilla in Vaticano. Un solo giorno all’insegna dell’ecumenismo e dell’ambiente, temi cari alla Santa Sede e alla Corona inglese. Ma anche un momento di confronto sulla pace e sulla povertà, altre questioni al centro dell’attenzione sia del Vaticano che di Buckingham Palace Papa Leone e re Carlo III inaugurano dopo 500 anni una nuova pagina nei rapporti tra cattolici e anglicani.
I simboli che resteranno di questa giornate ci sono due piante di orchidee bianche che si sono scambiati in Sala Regia. Ma Carlo e il Papa si scambiano anche altri doni e soprattutto onorificenze: da oggi in poi il re sarà “Royal Confrater” a San Paolo e il Pontefice “Papal Confrater” della Cappella di San Giorgio del Castello di Windsor. Resta anche lo scranno a San Paolo realizzato in legno di noce e di acero per l’occasione, ma che resterà fisso in basilica e potrà essere utilizzato da Carlo e dai suoi successori ogni volta che ci sarà una funzione ecumenica nella basilica papale.
“Si è avuto uno scambio di valutazioni su alcune tematiche di comune interesse, quali – recita la nota ufficiale della Santa Sede – la tutela dell’ambiente e la lotta alla povertà. Particolare attenzione è stata rivolta all’impegno comune per promuovere la pace e la sicurezza di fronte alle sfide globali. Infine, richiamando la storia della Chiesa nel Regno Unito, non è mancata una riflessione congiunta sulla necessità di continuare a promuovere il dialogo ecumenico”. La giornata dei reali si è chiusa al Collegio Beda: per Carlo un ricevimento, per Camilla l’incontro con le suore della Uisg, impegnate a lenire le sofferenze dei più fragili del mondo, a partire dalle vittime della tratta di esseri umani.


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