Palermo, detenuto dell’Ucciardone si laurea con lode con una tesi sulle guerre

Il carcerato F.G. ottiene il suo diploma in "Studi Globali" con 110 e lode, celebrando il traguardo in un'aula universitaria gremita, grazie a un permesso speciale

Una riflessione sul ritorno del conflitto armato, sull’evoluzione della guerra nel mondo contemporaneo e sull’urgenza della pace attraverso il diritto internazionale: in un’aula magna gremita, il Polo universitario penitenziario dell’università di Palermo ha festeggiato il secondo studente detenuto che ha raggiunto il traguardo della laurea. F.G., iscritto all’ Ucciardone, ha conseguito la laurea triennale in “Studi Globali, Storia, Politiche, Culture” presso il dipartimento Culture e Società. Un percorso di studi portato avanti con determinazione e passione, culminato nella discussione della tesi dal titolo: “La guerra, le nuove guerre… e la Pace?”, sotto la supervisione del professor Tommaso Baris. Voto finale: 110 e lode.

Grazie a un permesso speciale, F.G. ha potuto lasciare temporaneamente l’istituto penitenziario per raggiungere il campus universitario di viale delle Scienze. Ha discusso la propria tesi assieme agli altri studenti della sessione, davanti a un pubblico caloroso, composto da familiari, accademici, colleghi e tutor, in un contesto di integrazione e partecipazione. Tra i presenti: Anthony De Lisi, garante regionale dei diritti dei detenuti in Sicilia; Fabio Prestopino, direttore del carcere Ucciardone e Maria Luisa Malato, direttrice del carcere Pagliarelli.

Questo nuovo risultato – ha detto il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri – non è solo un traguardo personale per lo studente, ma un segnale concreto della forza trasformativa della cultura”. “Oggi – ha commentato Paola Maggio, delegata del rettore per i rapporti con gli istituti penitenziari – non celebriamo solo una laurea, ma la forza di un’idea: che lo studio possa spezzare le catene dell’emarginazione. L’università deve essere un luogo aperto a tutti, anche a chi vive in condizioni di privazione della libertà. Vedere F.G. discutere la sua tesi accanto ai suoi colleghi è stata la dimostrazione più concreta di cosa significhi inclusione“. Oggi sono circa quaranta gli iscritti al Polo, tra nuove e vecchie immatricolazioni, distribuiti tra le strutture del Pagliarelli e dell’Ucciardone.