Gli occhi di tutti gli appassionati del basket, quest’oggi, erano puntati a Los Angeles, sponda gialloviola. LeBron James aveva annunciato la seconda “Decision” della sua carriera (la prima fu quella di lasciare Cleveland la prima volta per approdare a Miami e vincere con Wade e Bosh). La seconda, visti i 41 anni a dicembre, sembrava poter essere quella dell’addio al basket, un’eventualità che, stagione dopo stagione, è sempre più incombente. Ma che potrà ancora aspettare.
Il Re ha ancora voglia di giocare e, con un’astuta mossa di marketing che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, ha annunciato una partnership per la vendita di un famoso liquore. Più di qualcuno si è lamentato, qualche altro ha tirato un sospiro di sollievo.
Ma in data odierna, un altro grande talento del basket ha preso la sua decisione finale, quella di appendere la casacca al chiodo. L’ex cestista della Viola Carlos Delfino ha annunciato il proprio ritiro. A 43 anni, il talento argentino di Santa Fe, ha deciso di dire basta.
Straordinaria la sua carriera inizia in Europa proprio con la Viola, dal 2000 al 2002. Poi Fortitudo Bologna per un biennio e il salto in NBA tra Pistons e Raptors. Un anno al Chimki e nuovamente in America con Bucks e Rockets. Breve parentesi al Boca, poi al Baskonia e ritorno in Italia fra Torino, Bologna, Pesaro e Cento.
Sono 73 le presenze con la Nazionale Argentina con la quale ha vinto uno straordinario oro olimpico ad Atene 2004 e un bronzo a Pechino 2008.
Delfino alla Viola: 2 salvezze e il trampolino verso i grandi palcoscenici
Due sole stagioni con la Viola, ma ricordate positivamente dai tifosi. Arrivò nell’estate del 2000 sulla scia del connazionale Manu Ginobili. I neroarancio disputavano l’A1 e in rosa avevano Montecchia, Palladino e Gianella, tutti e 3 argentini come Delfino.
Per i primi 4 mesi di solo allenamento in attesa del passaporto. Il tesseramento avvenne a dicembre, come extracomunitario al posto di Mark Davis. A gennaio Delfino ottenne la cittadinanza italiana e potè essere schierato da italiano liberando uno slot per Tyrone Washington. La prima stagione di Delfino si chiuse con 8.8 punti di media in 20.6 minuti sul parquet, 24 presenze e una salvezza. L’anno seguente 13.5 punti in 30.8 minuti, contributo ancora decisivo per un’altra salvezza dei reggini.


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