L’ultimo rendiconto sociale provinciale INPS per il 2024, presentato qualche giorno fa a Messina, conferma il dato di una situazione drammatica dal punto di vista del lavoro in Provincia di Messina. Continua la fuga dei cervelli, giovani laureati che vanno via dalla nostra città e insieme a loro, ultimamente, anche gli ultraquarantenni. “Se la statistica ci dice che crescono le assunzioni, a ben leggere i dati ci si accorge che si tratta di lavoro a tempo determinato e a tempo parziale, ben l’84 % dei contratti a tempo determinato e oltre il 41% è part time. Il problema dell’occupazione, a Messina, è proprio questo. Occupazione precaria e non dignitosa che, insieme alla scarsa sicurezza, restituisce un quadro grave della situazione in cui versa il nostro mercato del lavoro” dichiara Roberto Saia, Partito Democratico, Resp. Lavoro Segreteria Provinciale Messina.
“In questo contesto e a proposito di precariato s’innescano le vicende di lavoratori ASU, in forza a qualche Comune del messinese, che da oltre vent’anni attendono una stabilizzazione. Risultano ad oggi una ventina di lavoratori per la Città metropolitana di Messina, ben 24 nel Comune di Villafranca Tirrena, 12 nel Comune di Falcone, 10 nel Comune di Oliveri e qualche altra unità nei Comuni di Malvagna, Francavilla solo per citarne alcuni. Spesso si tratta di lavoratori che svolgono funzioni che vanno oltre le mansioni per cui sono stati inizialmente assunti e che risultano indispensabili per l’erogazione dei servizi negli Uffici cui sono dedicati. La loro stabilizzazione, in forza ad una legge regionale, prevede che gli Enti locali in cui svolgono servizio debbano avere i bilanci approvati e il costo delle loro spettanze è totalmente coperto dalla Regione” continua Saia.
“Questa copertura regionale per gli stipendi dei lavoratori ASU è prevista da anni, per cui la mancata stabilizzazione degli ASU ancora precari nei pochi citati enti, è dovuta solo ed esclusivamente ad un volontà politica di non stabilizzare o alla mancanza di programmazione economica e finanziaria dell’Ente cui prestano servizio e, quindi, a bilanci approvati con ritardi tali da non permettere il completamento dell’iter di stabilizzazione, rimandato di anno in anno, penalizzando i lavoratori dal punto di vista delle indennità accessorie e dei contributi che si tramutano in salari più dignitosi.”
“E’ davvero incomprensibile che, benché ci siano i fondi per la stabilizzazione dei lavoratori, alcuni Enti locali non abbiano voluto procedere, nonostante tali lavoratori svolgano funzioni fondamentali per i servizi erogati dai loro uffici. Chiediamo a quei Comuni e a quegli Enti che devono procedere alla stabilizzazione degli Asu, di procedere senza indugio, sapendo che ogni giorno di precariato in più è un giorno di dignità in meno per il lavoratore”. Così conclude Roberto Saia, Partito Democratico, Resp. Lavoro Segreteria Provinciale Messina.


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