Mentre la Reggina sprofonda in Eccellenza, gli allocchi contano i punti in meno dalle prime. Ma domenica c’è lo scontro diretto per la salvezza a San Cataldo

Il delirio della tifoseria di Reggio Calabria continua: i tifosi perseverano con assurda presunzione e considerano la Reggina in corsa per la promozione in serie C, ma la realtà dice che è in piena zona playout, deve lottare per evitare la retrocessione in Eccellenza e domenica ha uno scontro diretto impegnativo a San Cataldo (Caltanissetta)

Parlare di campo, in questo momento, è assolutamente superfluo. Allenatore e calciatori non c’entrano affatto nel disastro della Reggina: tutti i problemi sono fuori dal campo, e precisamente nella dirigenza scelta dall’Amministrazione Comunale e supportata dalla politica. Finché non si stroncherà questo legame tossico, finché la Reggina non passerà ad una nuova proprietà forte, autonoma, solida, facoltosa, ambiziosa e soprattutto indipendente dai partiti, allora mai nulla di buono potrà esserci per la gloriosa squadra amaranto. Ecco perchè anche gli errori, che ci sono ma sono in buona fede, dei vari Trocini, Lagonigro, Barillà, Montalto e compagnia bella, diventano assolutamente secondari. Non sono loro il problema, come non lo erano Pergolizzi, Rajkovic, Barranco, Dall’Oglio, Bonacchi, o ancora Rosseti, Dervishi o Miguel Angel Martinez. I problemi sono tutti più in alto.

Il problema vero non è neanche Ballarino, e su StrettoWeb lo scriviamo da oltre due anni. Il problema è la politica che Ballarino lo ha scelto, voluto, protetto e difeso. Poi c’è il tema della tifoseria, che troppo spesso in questi due anni si è piegata a Ballarino e alla politica, facendo il male della Reggina. Spesso in buona fede, nel migliore dei casi con ingenuità. In altri casi, per un tozzo di pane rancido in una città sempre più povera e degradata.

Nei due anni precedenti, è bastata l’illusione di un improbabile recupero sul campo o addirittura di un ripescaggio a placare gli animi e prendere in giro la gente. Quest’estate è bastato qualche acquisto degno di “Operazione Nostalgia” per ottenere lo stesso risultato. E adesso c’è chi continua sulla falsariga. Persino oggi. Persino dopo la quarta sconfitta. Sono i soliti allocchi, che dopo quest’inizio shock di campionato continuano a guardare in alto. Continuano a contare i punti di distacco dalle prime. Continuano a pensare che questa Reggina vincerà il campionato e salirà in serie C. Così, come se fosse già scritto, segnato nel destino. Come se fossero unti dal Signore: ci chiamiamo Reggina, e quindi vinceremo noi. Per forza. A prescindere da tutto.

E infatti c’è una realtà, e poi a Reggio Calabria c’è una realtà parallela. La realtà è data dai fatti e dai numeri, che sono impietosi: la Reggina sta sprofondando in Eccellenza. Lo dicono – appunto – i risultati, lo dice la classifica. Lo dice il campo: la Reggina non solo non vince, ma neanche segna e neanche gioca. Non sta perdendo le partite per caso, per episodi fortuiti e sfortunati. Sta meritando di perdere e sta giocando male, contro ridicole compagini che si presentano in condizioni disastrate e invece contro gli amaranto passeggiano e fanno la voce grossa.

La realtà parallela di una tifoseria che ha perso il senno

Eppure, sin dalla prima sconfitta a Favara nella prima giornata di campionato, sentiamo sempre le solite deliranti follie.

  • “Anche il Siracusa ha perso la prima un anno fa”. 
  • “Abbiamo difficoltà, ma il punto è che non c’è nessun altro in grado di vincere il campionato. Lo vinceremo comunque noi”. 
  • “Risaliremo e ci riprenderemo”.
  • “Vincere e vinceremo”.
  • “Nonostante tutte queste sconfitte, non c’è nessuno in fuga e sono tutte lì vicine”. 
  • “Ma davvero pensi che l’Igea Virtus possa vincere il campionato?”
  • “La Nissa? La Vibonese? Ahahahah”
  • “Adesso ne vinciamo due di fila e siamo lì in vetta”
  • “Ne abbiamo perse due, ma siamo ancora a -4 dalla prima”. 
  • “Ne abbiamo perse tre, ma siamo ancora a -6 dalle prime”. 
  • “Ne abbiamo perse quattro, ma siamo ancora a -7 dalle prime”. 

Ed eccoci al punto. Dopo 8 partite la Reggina è a -7 dalle prime, che sono tre. Ed è a -5 da altre tre. Il problema non sono solo i punti di distacco, che sono già tanti ma non impossibili. Ma conta molto anche il numero di squadre a cui devi recuperarli. Molto più facile recuperare 9 punti ad UNA squadra, che 7 punti a tre squadre e contemporaneamente 5 punti ad altre tre. Significa che non puoi sbagliare nulla, e loro devono crollare tutte quante!

I numeri e il concreto rischio di finire in Eccellenza

Molto peggio dicono i numeri della classifica. La Reggina ha perso 4 partite contro Juve, Milan, Int… ehm, contro Castrumfavara, Gelbison, Vigor Lamezia e il Messina più disastrato della storia. Nessuna di queste è in zona playoff, nessuna di queste è tra le prime sei della classifica. Una classifica in cui la Reggina è quartultima, con 2 punti di vantaggio sul Paternò, 4 sul Ragusa e 9 sul Messina che però ha 14 punti di penalizzazione. Senza questa penalizzazione, quindi sul campo la Reggina è addirittura terzultima, con appena 2 punti di vantaggio dalla retrocessione diretta in Eccellenza.

In otto partite, la Reggina ha siglato appena 7 reti: soltanto tre squadre (Ragusa, Paternò e Vigor Lamezia) ne hanno fatte di meno. E di questi 7 gol, non c’è neanche un calciatore a quota 2. Non c’è nessuno che segna.

Il trend è ancora più difficile: le ultime due partite, sono state due sconfitte consecutive. Senza neanche un gol realizzato. E tre sconfitte sono arrivate nelle ultime cinque. Con quattro sconfitte, due pareggi e due sole vittorie, la Reggina ha davvero toccato il fondo: neanche in serie A (figuriamoci in B o C) la squadra amaranto partiva così male.

E adesso non c’è nulla che lascia pensare che la situazione si possa invertire. Anzi. Può solo peggiorare. E più tempo passa, peggio sarà. Perché l’ambiente, comprensibilmente, diventa esplosivo. Perché arriviamo a dicembre, e senza la Reggina in vetta, le altre società con proprietà molto più facoltose di Ballarino (Nissa e Vibonese su tutte, ma non solo), coglieranno l’occasione e rinforzeranno le loro già ottime squadre per ottenere la promozione.

E a Reggio, invece, Ballarino, una volta esauriti i soldi degli abbonamenti, delle trasferte in streaming e dei pochi sponsor con cui sta auto-gestendo la squadra, esattamente come nei due anni scorsi smetterà di pagare gli stipendi e rescinderà il contratto con i calciatori migliori, che poi chiamerà “scarti“, mentre questi andranno a vincere il campionato altrove, come accaduto un anno fa.

Questa la realtà delle cose.

Ma qualcuno ancora deride l’Igea Virtus, sottovaluta Nissa e Vibonese e conta i punti di distacco dalle prime. Non hanno capito che la Reggina sta davvero sprofondando in Eccellenza e domenica c’è un delicato e difficile scontro diretto per la salvezza a San Cataldo (20 mila abitanti in provincia di Caltanissetta). La domenica successiva, al Granillo arriva proprio l’Igea Virtus che a Reggio in tanti ridicolizzano. Gli amaranto dovrebbero vincere 9-0 come in un’amichevole estiva dei bei tempi di Lillo Foti. Invece finirà come con Gelbison e Vigor Lamezia? Ringraziate sempre Brunetti, Versace e Falcomatà.