La pace a Gaza è fragile, lo abbiamo scritto fin dall’inizio. Il motivo è piuttosto semplice e risiede nel fatto che l’accordo si regge sulla reciproca volontà di tenere fede ai punti del piano Trump. Quello degli ostaggi era il primo, probabilmente il più facile da portare a termine. La consegna degli ostaggi vivi, infatti, è andata a buon fine. Quella dei corpi degli ostaggi morti no. Sono solo 4, dovrebbero essere circa 28. Hamas ha violato il primo punto del nuovo accordo: la restituzione era prevista in maniera immediata e in una sola ‘tranche’. Di questo ritardo (o mancata volontà) non se ne conosce la ragione.
Di tutta risposta, Israele ha deciso di non riaprire domani il valico di frontiera di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, come richiesto dall’accordo di cessate il fuoco, sanzionando Hamas per il suo mancato rispetto dell’impegno a restituire i corpi di tutti gli ostaggi morti che detiene ancora nella Striscia.
Secondo Mannie Fabian del “The Times of Israel”, Israele ridurrà anche la quantità di aiuti che fluiscono a Gaza come parte delle sanzioni contro il gruppo terroristico. Le mosse seguono le valutazioni dei funzionari della difesa israeliani secondo cui Hamas non ha fatto sforzi significativi per restituire i corpi rimanenti degli ostaggi.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?