“Non appena lo dovessi dire io“. Con questa frase pronunciata alla CNN, Donald Trump ha aperto alla possibilità che Israele riprenda le operazioni militari a Gaza. Il fattore scatenante potrebbe derivare dalla violazione dell’accordo di pace da parte di Hamas, precisamente sul punto focale della prima fase, quello della restituzione degli ostaggi. Se gli ostaggi vivi, infatti, sono stati consegnati tutti insieme come preventivato, sui corpi degli ostaggi morti ci sono stati ritardi e difficoltà.
Hamas, ieri sera, ha completato la restituzione di 9 ostaggi (in teoria 10, ma un corpo, per errore, sarebbe di un palestinese) su 28: 19 ancora mancano all’appello. In caso di violazione dell’accordo e di segnale di Trump, la guerra ricomincerebbe.
Gli USA monitorano la restituzione dei corpi degli ostaggi
Un alto consigliere USA ha parlato della questione spiegando che gli USA stanno monitorando la situazione ma che “non siamo ancora al punto di ritenere che l’accordo sia stato violato“. In un briefing con i giornalisti, riportato da “Haaretz”, il funzionario ha spiegato che, se la questione non dovesse risolversi, si configurerebbe come una violazione del cessate il fuoco.
Un altro alto funzionario Usa ha aggiunto che “Hamas ha fatto la cosa giusta restituendo vivi tutti e 20 gli ostaggi in un colpo solo” e ha spiegato che gli Stati Uniti intendono chiedere ai civili di Gaza di collaborare alla ricerca dei corpi, offrendo un risarcimento economico come incentivo.


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