A Gaza vige una pace piuttosto fragile, più simile a una tregua. Anche perchè la prima fase del piano, quella relativa alla riconsegna degli ostaggi israeliani, non è ancora completa. Servirà tempo. Lo hanno detto anche gli USA, ma Hamas non sembra volersi ‘sforzare’ in questo senso. E la mancata riconsegna rappresenta per Israele una violazione flagrante dell’accordo e, con essa, un’ottima ragione per riprendere le ostilità.
Secondo Israele, Hamas avrebbe messo in scena il ritrovamento del corpo di una persona che il gruppo sostiene essere un ostaggio deceduto. Come riportano Channel 12 e Army Radio, i miliziani avrebbero scavato in una zona della parte orientale di Gaza City, portato un corpo da un edificio vicino e deposto il cadavere nella buca, per poi ricoprirlo e chiamare la Croce Rossa affinché assistesse alla presunta “scoperta”.
L’intera sequenza sarebbe stata ripresa da un drone militare israeliano, secondo Army Radio. Nella serata di ieri, Hamas ha consegnato il corpo alla Croce Rossa, che lo ha poi trasferito ai militari israeliani a Gaza. Il cadavere è stato inviato all’Istituto forense di Abu Kabir, a Tel Aviv, per l’identificazione. Le autorità israeliane hanno confermato che la bara consegnata ieri sera da Hamas alla Croce Rossa, poi trasferita all’Istituto forense di Abu Kabir a Tel Aviv, contiene resti già restituiti in precedenza per il seppellimento di un altro ostaggio. Lo riporta il Times of Israel.
Di conseguenza, i resti non appartengono a nessuno dei 13 ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza. Dopo le prime ore d’identificazione, gli esperti avevano iniziato a sospettare che il cadavere non fosse riconducibile agli ostaggi viventi, ipotesi ora confermata dalle analisi forensi completate presso l’istituto.


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