L’Amministrazione Trump ha scelto di revocare una restrizione fondamentale all’uso, da parte dell’Ucraina, di alcuni missili a lungo raggio forniti dagli alleati occidentali, consentendo a Kiev di intensificare gli attacchi contro obiettivi all’interno della Russia e aumentare la pressione sul Cremlino. È quanto si apprende dal “Wall Street Journal”, che cita funzionari statunitensi. Ieri, ricorda il giornale, l’Ucraina ha utilizzato un missile da crociera Storm Shadow fornito dal Regno Unito per colpire un impianto russo a Bryansk che produceva esplosivi e carburante per razzi, come annunciato sui social media dallo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine.
La scelta USA, per certi versi sorprendente, arriva dopo che “l’autorità” per condurre questi attacchi “è stata recentemente trasferita” dal segretario alla Guerra Pete Hegseth al generale Alexus Grynkewich, il più alto ufficiale statunitense in Europa, che ricopre anche il ruolo di comandante della Nato.
Soprattutto, arriva dopo che Trump ha deciso che non sia opportuno incontrare Putin in Ungheria, per ora, visti gli scarsi sviluppi in merito alla pace in Ucraina. Una scelta, quella degli Stati Uniti, che fornisce maggiore potenza di fuoco a Kiev e possibilità di contrattaccare anche sul territorio russo.
Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, ha annunciato, inoltre, l’inasprimento delle sanzioni USA nei confronti della Russia: “annunceremo o dopo la chiusura (della borsa di Wall Street, ndr) questo pomeriggio o per prima cosa domani mattina un sostanziale inasprimento delle sanzioni alla Russia“.
“Il presidente Putin non si è presentato al tavolo delle trattative in modo onesto e diretto, come speravamo“, ha detto Bessent a Fox Business, aggiungendo che Trump era “deluso dall’andamento dei colloqui“.


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