“Grazie a chi si prende cura dell’altro. È vero: il cerimoniale è stato impeccabile, la Santa Messa in Basilica emozionante e densa di parole che hanno richiamato responsabilità, unità e servizio. Un’inaugurazione dell’anno istituzionale dell’Istituto Nazionale Azzurro sobria e solenne insieme, partecipata da tutte le autorità civili e militari, capace di dare forma pubblica a un impegno che è prima di tutto interiore. Ma il momento più profondo, dove ho visto il volto di Cristo, è stato durante la nostra visita al Reparto di Neurochirurgia del GOM guidato dal dott. Mauro Campello“. È quanto dichiarato, attraverso un comunicato stampa, dal cav. dott. Lorenzo Festicini, Fondatore e Presidente di Istituto Nazionale Azzurro.
“Lì l’incenso lascia spazio all’odore di disinfettante, i canti al bip dei monitor, e ciò nonostante (o forse proprio per questo) la Presenza è più vicina. La malattia non è solo dolore: è domanda che ci chiama per nome, è cattedra di verità dove la fragilità diventa linguaggio dell’amore. Ho riconosciuto Cristo negli occhi di chi lotta, nelle mani di chi cura, nel silenzio coraggioso delle famiglie: non un dio lontano, ma il Dio che si china e resta.
Se in chiesa abbiamo celebrato, in corsia abbiamo compreso. Il vero inizio del nostro anno non è nel protocollo, ma nel piegarci sulle ferite; non nei discorsi, ma nelle presenze; non nei gesti solenni, ma in quelli quotidiani. Perché Cristo non si evoca soltanto: si visita. E lì, tra le stanze del dolore, la fede smette di essere concetto e torna ad essere incontro, carne, promessa mantenuta. Grazie a chi cura, a chi spera, a chi non si arrende: siete il nostro mandato e la nostra misura“, conclude la nota.





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