Femminicidio Milano: Pamela aveva paura del compagno. Spunta il retroscena della chiamata fatta all’ex ragazzo, così come le prime accuse a Soncin | DETTAGLI

La vittima aveva già espresso la volontà di lasciare il compagno, Gianluca Soncin, ma lui non l'ha mai accettato: cosa è emerso in queste ore sul femminicidio avvenuto la corsa notte a Milano

Quanto accaduto ieri sera a Milano, mette in luce ancora una volta la brutalità e la continuità della violenza sulle donne. Pamela Genini, 28 anni, era una giovane donna di successo. Modella e imprenditrice, aveva creato insieme ad una amica una linea di bikini chiamata “Ep SheLux Bikini”, con la descrizione che recita: “EP SheLux è un brand Made in Italy che nasce dall’idea di due amiche molto creative con la passione per la moda, il mare e i bikini!”.

Ad oggi questa idea è orfana di una delle due menti creative, perchè un uomo, che diceva di amarla, contrario alla scelta di porre fine alla loro storia, ha deciso di porre fine alla vita di Pamela, ricca di sogni e grandi aspettative.

Pamela era al telefono con l’ex fidanzato poco prima dell’omicidio. Il retroscena

La vittima era rimasta in buoni rapporti con l’ex fidanzato, cui pare – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – essere stato l’ultimo a sentirla prima dell’uccisione. Pamela si era confidata con lui che voleva lasciare l’attuale compagno Gianluca Soncin, ma che lui non accettava questa rottura. Aveva paura di lui, per lo meno così si evince dai racconti che l’ex fidanzato ha fatto agli investigatori, in un’interrogatorio durato più di 5 ore.

“ho paura, ha fatto il doppione delle mie chiavi. È entrato. Chiama la polizia” avrebbe detto Pamela poco prima che Soncin entrasse nella sua abitazione, per poi ucciderla con un 24 coltellate – stando alle prime indiscrezioni emerse – nel balcone dell’appartamento.  L’ex fidanzato inoltre, ha ammesso di sentirsi in colpa per l’accaduto, e che il minimo che può fare adesso è quello di cercare giustizia per Pamela.

Soncin accusato di premeditazione e stalking

Per l’omicidio, sono in corso le indagini della Polizia del PM di Milano, Alessia Menegazzo. Secondo quanto emerso, Soncin è arrivato al folle gesto a seguito “del culmine di una serie di condotte persecutorie” e “dopo averla ripetutamente minacciata di morte“. Inoltre, al 52enne vengono contestate dalla Procura le aggravanti “di aver commesso il fatto in qualità di autore del reato di cui all’articolo 612-bis c.p.”, ossia lo stalking, e poi “con premeditazione, dopo averla ripetutamente minacciata di morte ed essendosi recato a casa” della donna con “un coltello, dopo essersi procurato una copia delle chiavi dell’appartamento”.

Contestata anche l’aggravante di aver ucciso una “persona a cui era legato da relazione affettiva”, oltre ai “futili motivi” e alla “crudeltà“. Attualmente Gianluca Soncin è ricoverato all’ospedale Niguarda ma non sarebbe in pericolo di vita.

Pamela come Sara Campanella e Ilaria Sula, e tutte le altre donne zittite: i femminicidi atroci del 2025

Il caso di Pamela Soncin si aggiunge a una lista piena di sangue, quello di altre giovani vite che, come lei,  guardavano con prosperità il proprio futuro, cancellato brutalmente dal proprio compagno o da chi non ha mai accettato il fatto di non essere considerato come tale. Voci di donne lavoratrici, studentesse, madri, figlie, zittite per sempre da chi diceva di amarle e invece ha interrotto per sempre l’elemento più prezioso al mondo, la vita.