Enzo Cuzzola: “ironizzare sulla politica è facile, ma rendere la società più giusta è davvero una cosa seria”

Il professionista reggino commenta la battuta di Bonolis e richiama le parole di Mattarella: “il mercato senza regole crea disuguaglianze profonde. Serve la politica vera, quella che difende il lavoro e l’equità sociale"

“Ieri sera, durante la trasmissione di Maria De Filippi, Luciana Littizzetto ha chiesto a Paolo Bonolis perché non si candidi in politica. Lui ha risposto con una battuta brillante: «perché io faccio una cosa seria». Fa sorridere, ma conferma una tendenza molto comoda: criticare la politica piace a tutti, non costa nulla e garantisce applausi. Eppure, proprio in questi giorni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato quanto la politica sia invece indispensabile. Ha denunciato la sproporzione enorme tra gli stipendi dei manager e quelli dei lavoratori, che in alcuni casi arrivano a essere centinaia, persino migliaia di volte superiori. Non è solo un numero: è il segno di un sistema economico che, lasciato al solo mercato, produce squilibri crescenti”. E’ quanto afferma in una nota Enzo Cuzzola, noto professionista reggino e già assessore del Comune di Reggio Calabria e Messina.

“E lo sapevamo. Da secoli economisti e filosofi ci avvertono che un capitalismo senza limiti concentra ricchezza e lascia indietro molti. Per questo non basta ironizzare sulla politica o trattarla come un mestiere inutile. Al contrario: abbiamo bisogno della politica vera, quella che pone regole, introduce correttivi, difende la dignità del lavoro e l’equità sociale. Il mercato è uno strumento, non un destino inevitabile. E se produce disuguaglianze così profonde, tocca alla comunità — attraverso la politica — intervenire. Perché, alla fine, provare a rendere la società più giusta è davvero una cosa seria”.