Catania, tutto pronto per il doppio appuntamento de “La nef des fols” con la coreografa Toula Limnaios | INFO e DATE

Concept, coreografia e mise en espace sono di un’artista che indaga le tensioni profonde della nostra epoca

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Un’odissea sospesa tra naufragio e speranza. Un’umanità che ha smarrito la rotta, ma non il desiderio di comunità. È il messaggio esplicito che attraversa La nef des fols, creazione di danza contemporanea intensa e viscerale, firmata dalla coreografa greca Toula Limnaios che per il terzo anno consecutivo torna ospite del cartellone di Scenario Pubblico con la sua compagnia, da anni residente a Berlino. Il titolo è tra i più attesi della nuova stagione che ruota intorno al tema della gentilezza, “quale urgente esigenza della società egocentrica e convulsa in cui viviamo”, come sottolinea il direttore artistico Roberto Zappalà, coreografo e fondatore del prestigioso centro di produzione di danza, struttura di eccellenza e riconosciuta di interesse nazionale dal Ministero della Cultura.

L’appuntamento è per sabato 25 ottobre alle 20:45 e domenica 26 ottobre alle 19:00. Concept, coreografia e mise en espace sono di un’artista che indaga le tensioni profonde della nostra epoca, scavando nelle proprie radici elleniche e ispirandosi perciò all’archetipo della «nave dei folli» di ascendenza platonica. Sul palco un ensemble cosmopolita di danzatori: Rafael Abreu, Daniel Afonso, Francesca Bedin, Félix Deepen, Karolina Kardasz, Enno Kleinehanding, Amandine Lamouroux, Alessia Vinotto. La musica originale è di Ralf R. Ollertz, i costumi sono della stessa Limnaios e di Kristina Weiß-Busch. A curare la direzione tecnica e il light design è Felix Grimm, con la collaborazione di Domenik Engemann e Jan Römer.

La metafora di un’imbarcazione senza bussola, popolata da figure in bilico tra libertà assoluta e prigionia totale, viene declinata come una forte allegoria dei vizi e delle ferite del nostro tempo, ma anche come maieutica di quei legami che resistono tra di noi: l’appartenenza come gesto necessario in un mondo che pare spesso spietato. Da qui la scelta di inserire lo spettacolo nella stagione dedicata alla gentilezza: da un lato il viaggio collettivo verso un ignoto in cui convivono vulnerabilità e tenacia, dall’altro la costruzione di un percorso comune per non arrendersi al disastro, tutto ciò ci parla di apertura, cura, responsabilità reciproca.

Come anticipato, La nef des fols prende spunto da un topos che attraversa filosofia, letteratura e arte – dalla Repubblica di Platone ai testi medievali, fino alla pittura di Bosch – per riflettere sul nostro presente disorientato, frenetico, violento. Chi sono oggi i “folli”? E dove sta andando la loro nave alla deriva? Limnaios non dà risposte, ma apre visioni: i suoi danzatori si muovono in un mare che ondeggia tra smarrimento e labile bellezza, tra tentativi di salvezza e inabissamenti interiori. L’equipaggio a bordo – otto interpreti provenienti da formazioni e geografie differenti – esplora, con energia e al contempo vulnerabilità, i limiti e le possibilità del vivere insieme. La violenza si alterna a bagliori di tenerezza, la solitudine all’urgenza di contatto, in un equilibrio scenico che fa della fragilità una forma di resistenza. Nel contesto globale in cui il senso di comunità si sfalda sotto il peso dell’individualismo e dell’iperconnessione, La nef des fols s’interroga sul possibile esito dell’essere finalmente gentili: non come sentimento debole o decorativo, ma come gesto radicale, come forza che ancora può tenerci uniti.

Il naufragio diventa così pretesto per cercare un’altra rotta – più umana, più empatica, più consapevole. La riflessione sul presente è del resto una costante della compagnia fondata da Toula Limnaios insieme al compositore Ralf R. Ollertz nel 1996 a Bruxelles, e trasferita l’anno seguente a Berlino, dove ha la propria sede nella Halle Tanzbühne. Riconosciuta come una delle principali realtà della danza contemporanea europea, la cie. toula limnaios coniuga ricerca coreografica e musicale, impegno sociale e lavoro d’ensemble stabile, e dunque non solo per progetto. E ciò grazie alla solida struttura organizzativa.

I suoi lavori, rappresentati in oltre 30 paesi, sono noti per l’intensità performativa, la forza simbolica e la capacità di interpellare lo spettatore su quesiti universali. La nef des fols è una delle più recenti creazioni (prima rappresentazione nel 2024), già applaudita in tournée internazionali. Una visione intensa e condivisa, che sonda le nostre coscienze e insieme ci restituisce uno spazio di gentilezza – non come concessione o debolezza, ma come scelta, relazione, comunità. E in questo errare di sbandati fra caos e luce, troviamo la possibilità di un nuovo orizzonte.

  • Biglietto intero 17,00 euro
  • Biglietto ridotto 15,00 euro

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