Assassini, estremisti e attentatori: chi sono i 250 ergastolani palestinesi che Hamas vuole indietro

Pubblicata la lista dei 250 detenuti palestinesi condannati all'ergastolo che Israele consegnerà ad Hamas come parte degli accordi sulla liberazione degli ostaggi

La prima fase dell’accordo di pace a Gaza è in atto. Israele otterrà la liberazione dei propri ostaggi che, dal 7 ottobre 2023, sono nelle mani di Hamas e un numero ampiamente maggiore di palestinesi faranno il percorso inverso, fra i quali anche 250 condannati all’ergastolo. Uno scambio di prigionieri con una differenza importante che non deve e non può passare inosservata: i prigionieri israeliani sono stati rapiti con la forza, da cittadini liberi, innocenti e pacifici, durante un attacco terroristico brutale e disumano; fra i palestinesi, attualmente detenuti come criminali nelle carceri israeliane, figurano anche 250 ergastolani che si sono macchiati di omicidio e strettamente collegati ad Hamas.

Impossibile equiparare le due situazioni, eppure, visto che si gioca tanto a voler inserire la ‘morale’ in un contesto di guerra, finendo per trattare con i terroristi ci si scambia innocenti per ergastolani. Ma la questione ostaggi è stata sempre, volutamente e piuttosto stranamente, evitata da Flotille, manifestanti di piazza e politici di sinistra, come se non esistessero. Eppure sono al punto 1 del Piano di Pace.

Il ministero israeliano della Giustizia ha pubblicato la lista completa dei 250 detenuti palestinesi condannati all’ergastolo che saranno rilasciati. Secondo la “Cnn”, più della metà dei prigionieri saranno espulsi verso Paesi terzi, mentre un centinaio saranno rilasciati in Cisgiordania. Nella lista non sarà presente Marwan Barghouti, in carcere da oltre 20 anni, che Hamas aveva espressamente richiesto. Non ne fanno parte altri due esponenti di Hamas, Ibrahim Hamed e Hassan Salameh, e Ahmad Sa’adat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Presenti e pronti al rilascio, invece: Mahmoud Qawasmeh, membro del movimento islamista che era stato rilasciato nell’ambito dell’accordo che portò alla liberazione del soldato Gilad Shalit e arrestato per la seconda volta nel 2024; Muhammad Zakarneh, operativo di Fatah condannato per aver pianificato l’omicidio del tassista Grigory Raginovich nel 2009; Muhammad Abu al-Rub, condannato per l’accoltellamento mortale di Reuven Shmerling nel 2017.

Israele ha anche accettato di liberare Baher Bader, un membro di Hamas arrestato nel 2004 per aver pianificato attacchi in cui 18 israeliani furono uccisi, e Iyad Abu al-Rub, comandante della Jihad Islamica Palestinese nell’area di Jenin, accusato di aver pianificato diversi attentati suicidi nei primi anni Duemila (a Shadmot Mechola, Tel Aviv e Hadera) in cui persero la vita 13 persone.