Ormai è acqua passata, per l’ACR Messina, anche se quelle azioni si stanno pagando ancora oggi. E’ notizia delle ultime ore, però, che l’ex patron Pietro Sciotto abbia presentato in Procura una denuncia per truffa nei confronti di AAD Invest, il fondo che il 2 gennaio di quest’anno ha acquisito l’80% delle quote societarie, rivelandosi poi vera e propria “fuffa”, tra bugie, silenzi, mancati impegni precedentemente assunti in fase contrattuale. E infatti, nello specifico, Sciotto parla proprio “contratto devastante” e “intento fraudolento” da parte di Doudou Cissé, Chateaux Alexandre e Stefano Alaimo. Usa, però, ancora l’arma del vittimismo, riferendo praticamente di essere stato truffato. Eppure ha gestito per anni il Messina con mediocrità, senza ambizioni, improvvisando, e ha poi ceduto il club a una nuova proprietà, senza vigilare a dovere sull’effettiva serietà e consistenza. Le responsabilità, e anche tante, sicuramente le maggiori, sono proprio sue.
“Le loro manifestate disponibilità economiche – scrive Sciotto nella denuncia – si sono rivelate il mezzo attraverso il quale, in un momento in cui la mia capacità di valutazione era fortemente compromessa dal clima di ostilità che regnava in città, sono stato indotto a firmare un contratto devastante, che mi ha causato un rilevante danno economico”. Da qui, il vittimismo. Come già riferito più volte, infatti, Sciotto giustifica la sua cessione per il “clima che si respirava in città”, facendo quasi intendere di essere stato costretto a passare la mano in modo affrettato.
“Nonostante i solleciti e le rassicurazioni ricevute – si legge ancora nella denuncia – i rappresentanti della Aad Invest si sono sottratti a ogni obbligo contrattuale, manifestando un chiaro intento fraudolento sin dall’inizio, quando si accreditarono come acquirenti seri e affidabili”. Dopo mesi di mancati pagamenti, bugie e false promesse, Sciotto si era convinto a iscrivere la squadra, ma la AAD “non ha pagato gli stipendi ai calciatori e allo staff tecnico, non ha versato i contributi né le imposte fiscali (Iva e Ilor)”. L’ultimo episodio, emblematico: “quindici giorni prima che il Tribunale dichiarasse il fallimento, il signor Alaimo mi comunicò telefonicamente che Doudou Cissé aveva già effettuato un bonifico di 800 mila euro sul conto dell’Acr Messina. Una circostanza mai verificatasi”. Non che questo stupisca, anzi. StrettoWeb lo ha raccontato per mesi, aprendo gli occhi a chi ha creduto alle bufale, e condannando chi invece – a partire dalla politica – avrebbe dovuto vigilare a dovere.


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