“Era gol, sicuro, arbitro corn…!”. “Ah no? Non era gol?”. “No, forse no, o sì, non si capisce”. “Se l’arbitro entra in porta è gol”. “Se c’è una briciola nella parte di pallone che è oltre la linea, allora è gol. L’ho letto su ‘arbitronelsangue.com”. Non sono virgolettati reali, forse. Diciamo che rispecchiano il fedele pensiero di queste ore tra i tifosi della Reggina. C’era la netta convinzione di tanti, ieri – e non sappiamo da dove avessero tratto queste certezze – che il pallone colpito di testa da Ferraro avesse oltrepassato completamente la linea di porta della Nissa. C’è chi ha urlato al gol, inveendo poi contro l’arbitro. Subito, ieri, ma anche questa mattina. Chi erano? I soliti. I soliti megafoni della società, depositari della verità assoluta, pronti a genuflettersi in nome del Dio Ballarino. Anche Trocini, in verità, si è lasciato andare a un giudizio affrettato sull’episodio, sicuro che il pallone fosse completamente entrato.
Noi, su StrettoWeb, non ci siamo schierati, rimanendo col beneficio del dubbio. Le immagini non chiarivano. E non chiariscono. Sì, perché oggi sono spuntati fuori dei fermo-immagine più chiari, vicini, quasi in linea con la linea di porta. Cosa è emerso? Nulla, che il dubbio rimane. E che, anzi, non ci fosse alcuna certezza sul pallone completamente dentro la linea di porta. Smentiti, di fatto, i megafoni e depositari della verità, che da oltre 24 ore gridano allo scandalo.
Che poi, vorremmo capire, scandalo di che? Di quale scandalo dovrebbe essere vittima la Reggina? Perché, ancora, dopo oltre due anni, si deve considerare l’esistenza di qualche forza superiore che voglia affossare la Reggina? Non sarà mica stato Gianni Infantino, che ha voluto vendicarsi dei fischi al Granillo? Lui, che “non ha fatto nulla per la Reggina di Saladini”, forse ora vuole fare di tutto per lasciarla marcire in Serie D? Lui, presidente della FIFA, che da ora – così si vocifera, me lo ha detto “ammiocugino” – ha anche la delega piena e assoluta sulla Serie D, sul girone I? Non è vero, ovviamente, siamo ironici.
Non c’è, invece, ironia sui fatti accaduti. Non sappiamo come e perché ci fosse la convinzione di un pallone completamente dentro la linea di porta. Il dubbio c’era e, dopo queste immagini di oggi, c’è ancora. Qualcuno pensava che i fermo-immagine avrebbero risolto il problema, ma non è così. Poteva essere dentro, poteva essere fuori, solo la tecnologia lo avrebbe potuto chiarire. Peccato che la tecnologia, in Serie D, non esista. Rimane l’unica, vecchia, sacrosanta, regola: è gol nel momento in cui il pallone oltrepassa completamente la linea di porta. Né per metà, né per tre quarti, ma completamente. E le immagini non sono chiare.
Che poi, anche fosse stata dentro, c’è un concetto che la tifoseria reggina non ha ancora ben chiaro: siamo in Serie D, nel Dilettantismo. Dove tutto è dilettante, persino gli arbitri, tra l’altro privi di quegli strumenti che in Serie A aiutano e di molto i direttori di gara. Se un arbitro sbaglia, lo fa per chiunque, contro o a favore, non di certo con l’obiettivo di fare d’intralcio alla Reggina. Reggina che, lo ricordiamo, è al terzo anno in Serie D, e problemi di arbitri non dovrebbe neanche porsene.
Da Gangemi a Leggende Amaranto, le reazioni
Per fortuna non lo diciamo solo noi. Maurizio Gangemi, sui social, ha così scritto: “Definitivamente chiarito il dilemma: non è entrato! Anche noi, dalla Tribuna Stampa, avremmo giurato che il pallone fosse entrato e che l’assistente avesse indicato il centrocampo: invece le immagini (da cui sono estratti i fotogrammi) registrate quasi in linea e che la stessa Reggina ci fornisce dicono che il pallone non ha varcato la linea di porta e che, probabilmente, l’assistente con il braccio (e non con la bandierina) indicasse il proseguire con l’azione…”.
Leggende Amaranto conferma: “Grazie al lavoro dell’ottimo e sempre puntuale Luca Rovito, adesso c’è la certezza che il pallone di Ferraro non ha mai oltrepassato interamente la linea, a differenza da quanto sostenuto nell’immediatezza dalla società e amplificato dai soliti pappagalli in servizio permanente”.


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